L’epidemia di Coronavirus torna a preoccupare e lo fa quando manca poco più di un mese al Natale, periodo ‘sensibile’ tra corsa allo shopping e il ritorno a una certa socialità. Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Paolo Figliuolo guardano infatti con particolare attenzione ai dati provenienti da alcune Regioni in cui la curva epidemica fa segnare una importante risalita.

In soli sette giorni, a livello nazionale, l’incidenza dei casi per 100mila abitanti è passata da 53 a 78; l’indice Rt è salito invece dall’1,14 del 2 novembre all’1,21 odierno (con un range tra 1,08 e 1,31) e quindi stabilmente al di sopra della soglia epidemica.

Sale, e questo è il dato più preoccupante, anche il tasso di occupazione da parte di pazienti Covid-19 in terapia intensiva: secondo la rilevazione giornaliera del ministero della Salute all’11 novembre è al 4,4% contro il 4 per cento della scorsa settimana, ma è in salita anche azione dei reparti di area medica che si attesta al 6,1% (rilevazione giornaliera 11 novembre) rispetto al 5,3% del 28 ottobre.

LE CRITICITÀ A LIVELLO REGIONALE – La Regione con i dati più preoccupanti è il Friuli Venezia Giulia, epicentro della protesta no vax e no Green pass di queste settimane. Nella Regione guidata da Massimiliano Fedriga l’incidenza dei casi per 100mila abitanti è di 233, i posti occupati in terapia intensiva sono il 10,9% e sotto la doppia cifra, ma di un nulla, c’è solo l’area medica con il 9,9%. Il pericolo evidente, se la curva non si fermerà, è che il Friuli passi in zona gialla prima di Natale.

In una situazione critica ci sono anche altre Regioni: è il caso delle Marche, dove le terapie intensive sono sul filo del 10% mentre le aree mediche occupate sono al 7,2%; numeri al contrario invece per la provincia di Bolzano dove i ricoveri ordinari di pazienti Covid sono al 13,6% dei posti occupati, con le terapie intensive che ‘resistono’ al 6,3%.

Non è un caso dunque che tutte le Regioni e Province autonome risultano classificate a rischio moderato: tra queste però il Friuli Venezia Giulia è ad alta probabilità di progressione a rischio alto. E sono solamente quattro, Basilicata, Puglia, Sardegna e Molise, le Regioni sotto i 50 casi ogni 100mila abitanti.

Va ricordato che per le normative attualmente in vigore il passaggio in zona gialla è ‘decretato’ da una incidenza settimanale oltre i 50 casi, il 10% dei posti occupati in terapia intensiva e il 15% in area medica.

BOOM A NATALE – Il pericolo maggiore, come evidenziato a Repubblica da Roberto Battiston, direttore dell’Osservatorio Epidemiologico su Covid-19 dell’Università di Trento, è che il picco dei contagi sia dietro l’angolo. “Ogni settimana aggiungiamo un paio di migliaia di casi alla media giornaliera. Di questo passo arriveremo a 20-30mila a Natale“, spiega al quotidiano Battiston. In Italia però “ci salviamo“, spiega Battiston, perché “abbiamo buoni argini“.

A buttare acqua sul fuoco è infatti Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook “Coronavirus – Dati e analisi scientifiche”, che ha sottolineato all’Ansa come i numeri dell’epidemia in Italia si siano ridotti notevolmente rispetto a un anno fa, quando il vaccino non c’era e i casi giornalieri erano più di 35mila. Un anno fa i ricoverati nei reparti ordinari erano 31.600 (di cui 3.000 in terapia intensiva) e oggi sono 3.900 (423 nelle rianimazioni), ossia si sono ridotti di un fattore 10. Sempre un anno fa le persone positive erano 590.000 e oggi 103.000.

L’IPOTESI SUPERGREENPASS – Ma a farsi strada è anche l’ipotesi di una stretta sul certificato verde, una sorta di ‘Supergreenpass’, sulla scia di quanto già deciso in Francia dal presidente Emmanuel Macron, dove dal 15 dicembre sarà ‘concesso’ solo agli over 65 che hanno ricevuto la terza dose.

Secondo Donato Greco, epidemiologo e membro del Comitato tecnico scientifico, “se non si dovesse raggiungere in tempi brevi la soglia del 90% dei vaccinati, potrebbe essere presa in considerazione anche dall’Italia”. Non solo: ospite di un Un Giorno da Pecora su Rai Radio1 Greco ha anche aggiunto che si potrebbe pensare a un pass sanitario da concedere “solo ai vaccinati”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia