Il terremoto registrato nella notte nel Mar Tirreno a largo di Capri di 6.0 di magnitudo può apparire, a prima vista, un fenomeno insolito. Come è possibile che un sisma si verifichi nelle profondità del mantello terrestre, un ambiente caratterizzato da rocce molto calde e plastiche, che normalmente non dovrebbero fratturarsi? In realtà non si tratta affatto di un paradosso geologico. La spiegazione risiede nel fatto che la frattura non avviene direttamente nelle rocce del mantello, ma in una porzione di crosta terrestre che sta lentamente sprofondando al suo interno.
Prima di perdere completamente la sua rigidità, questa crosta può ancora rompersi e generare terremoti anche molto energetici. Tuttavia si tratta di eventi che avvengono a grandi profondità: l’energia sismica si attenua attraversando gli strati profondi della Terra e, quando raggiunge la superficie, risulta generalmente molto ridotta e difficilmente produce danni.

Nel caso dell’evento sismico registrato nella notte e che ha bloccato il traffico ferroviario nella mattinata a Napoli per il controllo della linea, il fenomeno è legato alla dinamica delle placche tettoniche del Mediterraneo centrale. A sprofondare nel mantello è la cosiddetta placca ionica, una piccola zolla che fa parte del più vasto sistema della placca africana. Questa placca incontra la placca adriatica, che a sua volta rappresenta una porzione della grande placca euroasiatica, e scivola sotto di essa. Questo processo geodinamico prende il nome di subduzione. La placca ionica si immerge in modo obliquo sotto quella adriatica e, nel suo lento movimento verso le profondità del mantello, può generare terremoti lungo il piano di contatto.

Lo stesso meccanismo è responsabile anche di altri fenomeni geologici ben noti nell’area tirrenica. Tra questi c’è la formazione dell’arco magmatico delle Isole Eolie, uno dei sistemi vulcanici più attivi del Mediterraneo. I terremoti legati alla subduzione ionica si verificano più frequentemente nella fascia compresa tra Calabria e Sicilia, dove la dinamica delle placche è più intensa. Tuttavia non è escluso che eventi simili possano essere registrati anche più a nord, al largo delle coste campane, come accaduto nelle ultime ore. Per questo motivo gli esperti invitano alla prudenza nelle interpretazioni: il terremoto della notte non è un fenomeno anomalo, ma piuttosto un evento atipico per posizione, perfettamente compatibile con i complessi equilibri tettonici che caratterizzano il Tirreno meridionale.

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