Ha chiesto scusa per quello che ha fatto spiegando che quella rapina l’avevano pianificata per “racimolare soldi e andare a ballare”. Così davanti al Gip del Tribunale dei Minori il 17enne, complice di Ugo Russo, il ragazzo di 15 anni ucciso nella notte tra sabato e domenica, poco prima dell’una, da un giovane carabiniere di 23 anni nel corso di un tentativo di rapina del Rolex che il militare, libero dal servizio e in compagnia della fidanzata, indossava quella sera.

SOLDI PER L’OSPEDALE – Il fermo è stato convalidato con il 17enne, incensurato come la vittima, che al momento si trova in comunità. Risulta indagato per omicidio volontario il carabiniere che ha premuto tre volte il grilletto. In attesa che nei prossimi giorni venga svolta l’autopsia sul corpo di Ugo Russo, il papà ha invitato tutti a dispensare dal portare fiori “per mio figlio” consigliando di fare “invece una offerta all’ospedale dei Pellegrini a titolo di ristoro per quanto accaduto subito dopo la sua morte”.

Il riferimento è al pronto soccorso devastato da familiari e amici della giovane vittima, circa una ventina di persone, subito dopo appresa la notizia del decesso. Le indagini sono condotte dal Reparto operativo sotto il coordinamento del pm Simone De Roxas, del pool diretto dal procuratore aggiunto Rosa Volpe. Gli investigatori avrebbero già identificato alcuni soggetti che domenica notte hanno danneggiato il pronto soccorso.

Vincenzo Russo ha poi spiegato che la collanina che Ugo aveva in tasca, quando è morto (ritrovata insieme a un Rolex dal personale medico in ospedale), era di sua proprietà e non il risultato di una rapina commessa poco prima. “Tante foto lo dimostrano” ha aggiunto il genitore.

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VERTICE IN PREFETTURA: “TELECAMERE AL PRONTO SOCCORSO”  – Intanto in mattinata si è svolta in Prefettura una riunione tecnica di coordinamento interforze presieduta dal prefetto Marco Valentini con la partecipazione dei vertici provinciali delle Forze dell’ordine per l’analisi dei fatti accaduti nella notte di domenica 1 marzo scorso. Uno dei temi maggiormente affrontati è quello relativo alla devastazione del Pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini e ai colpi di arma da fuoco esplosi contro la caserma Pastrengo, sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Napoli. Circostanza questa che ha dato luogo a due ipotesi di indagini: la prima relativa a una intimidazione contro i militari dell’Arma per l’omicidio del 15enne, la seconda porta invece gli investigatori a tenere aperta la pista dell’intimidazione al 17enne che in quel momento si trovava all’interno degli uffici dei carabinieri e ritenuto “responsabile” di aver “mandato avanti” l’amico più piccolo.

Nel corso dell’incontro è stata programmata l’intensificazione del controllo del territorio da parte delle Forze dell’ordine attraverso operazioni congiunte, mirate e straordinarie ad alto impatto, che si svolgeranno nei prossimi giorni e nelle prossime settimane in diverse aree cittadine. E’ stato inoltre verificato lo stato di attuazione del cronoprogramma per l’installazione dei sistemi di videosorveglianza presso le sale di pronto soccorso e a bordo delle ambulanze nonché dei collegamenti telefonici punto a punto tra le strutture sanitarie e le sale operative delle Forze di polizia.

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A tale riguardo, il Prefetto ha convocato una riunione per lunedì 9 marzo, che fa seguito al precedente incontro del 7 gennaio scorso, con tutti i Direttori generali delle Aziende Sanitarie Locali e gli altri interlocutori istituzionali interessati per l’aggiornamento e la verifica delle  misure adottate al fine di contrastare il fenomeno delle aggressioni presso i presidi ospedalieri.

Il 12 marzo è invece in programma il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica volto al coordinamento e all’approfondimento di tutte le iniziative formative, educative e di carattere sociale  per la prevenzione ed il contrasto della devianza giovanile.