Il virus cinese, fa sempre più paura. Ieri la riunione d’emergenza dell’Organizzazione mondiale della sanità ha rinviato ad oggi la decisione di definire il nuovo coronavirus un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale. In Cina 25 le vittime accertate nella provincia di Hubei, dove si trova la città-focolaio Wuhan. Qui è stato imposto l’obbligo di indossare mascherine e il blocco provvisorio dei trasporti pubblici, con treni e voli cancellati per contrastare la diffusione dell’epidemia. Accertato intanto il primo caso a Hong Kong. Dal ministero della salute è partita una circolare con istruzioni per identificare casi sospetti, allertati i medici di famiglia.

LA TASK FORCE IN ITALIA – Dopo la Cina, gli Stati Uniti e diversi Paesi europei, anche l’Italia ha dato vita a una task force per fare fronte alla minaccia del nuovo coronavirus cinese che finora ha provocato la morte di 17 persone. Il gruppo di lavoro si è riunito al ministero della Salute. Obiettivo della riunione, adottare ogni misura necessaria a fronteggiare l’emergenza di un potenziale contagio proveniente dalla Cina. “Il Servizio Sanitario Nazionale – ha assicurato il ministro Roberto Speranza che ha presieduto la riunione – è dotato di professionalità, competenze ed esperienze adeguate ad affrontare ogni evenienza. Stiamo seguendo con la massima attenzione, in stretto raccordo con le istituzioni internazionali, l’evolversi della situazione”.

Il pool di esperti, che si è riunito presso l’Ufficio di Gabinetto, ha il compito di coordinare ogni iniziativa relativa al virus cinese. “La task force a cui ha partecipato il ministro della Salute, Roberto Speranza – si legge in una nota del ministero – sarà attiva 24 ore su 24 ed è composta dalla Direzione generale per la prevenzione, dalle altre direzioni competenti, dai carabinieri dei Nas, dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma, dall’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera), dall’Agenzia italiana del Farmaco, dall’Agenas e dal Consigliere diplomatico”.

“Nella prima riunione – prosegue la nota – è stato verificato che le strutture sanitarie competenti sono adeguatamente allertate a fronteggiare la situazione in strettissimo contatto con l’Organizzazione mondiale della sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie”. Il ministero fa sapere che è già attivo uno specifico canale sanitario per tutti i viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan, nella cui area si sarebbe sviluppato il virus che in un primo momento si sarebbe propagato dagli animali all’uomo, ma ora si è evoluto passando direttamente da un paziente a un altro. “Si è convenuto, inoltre – sottolinea il ministero nella nota – di diramare a istituzioni, enti e organizzazioni professionali interessati, una circolare predisposta dalla Direzione generale della prevenzione contenente indicazioni operative”.


CONTROLLI A ROMA- All’aeroporto di Fiumicino questa mattina sono stati effettuati dei controlli con scanner termici sui 202 passeggeri arrivati all’alba da Wuhan, città cinese da cui si è diffuso il nuovo coronavirus. “Le operazioni si sono svolte secondo il protocollo del ministero della Salute”, ha spiegato a Rainews24 Ivan Bassato, direttore operativo degli Aeroporti di Roma, “i passeggeri sono stati molto cooperativi, hanno ricevuto tutte le informazioni sanitarie necessarie”. Il volo atterrato alle 4.50 a Fiumicino è uno dei tre settimanali che arrivano a Roma dall’area interessata dal focolaio. L’aeroporto Leonardo Da Vinci dispone di una struttura decentrata rispetto ai terminal realizzata da Adr su indicazione del ministero della Sanità per gestire questa tipologia di casi essendo l’aeroporto deputato a gestire voli in emergenza sanitaria. Una struttura, quella del canale sanitario, che dispone dei più avanzati sistemi di biocontenimento.

All’arrivo del velivolo i passeggeri vengono sbarcati e trasportati con un mezzi interpista presso il canale sanitario. Al suo interno esistono due canali dotati di telecamere termiche attraverso i quali transitano i passeggeri per la rilevazione della temperatura corporea. Le immagini vengono visionate da personale medico che provvede a enucleare eventuali passeggeri che risultassero con temperatura anomala. Qualora non si rilevino situazioni anomale i passeggeri vengono trasportati al terminal per proseguire i normali controlli di immigrazione e ritiro bagaglio.