Le autorità sanitarie della città cinese di Wuhan hanno annunciato la prima morte nel Paese per il focolaio di Sars (sindrome acuta respiratoria severa) provocato da un nuovo tipo di coronavirus. Secondo quanto riportato dalla commissione sanitaria municipale di Wuhan altre sette persone sarebbero in condizioni critiche. Quarantuno le persone colpite dalla polmonite causata dal nuovo tipo di coronavirus.

Il paziente che è morto è stato identificato come un uomo di 61 anni che era stato ricoverato in preda a respiro corto e grave polmonite. Era cliente di un mercato del pesce e di selvaggina nella periferia di Wuhan, collegato alla maggior parte dei casi e chiuso in via precauzionale lo scorso primo gennaio. L’uomo è morto giovedì, in seguito a un arresto cardiaco: la commissione ha affermato che soffriva anche di tumori addominali e malattie epatiche croniche.

La Sars è una malattia virale contagiosa potenzialmente letale. Colpisce prevalentemente l’apparato respiratorio, provocando una polmonite atipica e una serie di altri sintomi molto simili a quelli dell’influenza. La prima epidemia si verificò tra il 2002 e il 2003, in Cina e in molti altri paesi asiatici, provocando 775 vittime. La scoperta della Sars si deve a un medico italiano, Carlo Urbani, una delle 775 vittime dell’infezione epidemica.

“Nessun nuovo caso è stato rilevato dal 3 gennaio”, ha notato la Commissione, secondo cui «allo stato, nessuna infezione nello staff medico è stato trovato e non ci sono chiare evidenze sulla trasmissione della malattia attraverso l’uomo”.
A Hong Kong 48 persone sono state ricoverate nei giorni scorsi di ritorno da un viaggio a Wuhan, ma finora nessun caso è stato confermato come infezione dal nuovo coronavirus. Dei sei tipi di coronavirus conosciuti che hanno infettato l’uomo, quattro hanno causato solo sintomi respiratori minori simili a quelli di un raffreddore. Gli altri due, invece, hanno provocato gravi malattie: la Sars, originata in Cina, e la Mers (la sindrome respiratoria mediorientale), che nel 2015 provocò 449 vittime.