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Semplici per chiunque, tranne per alcuni

Giornalista
Semplici per chiunque, tranne per alcuni

A Giorgia Meloni non è chiara la matrice dello squadrismo violento di sabato scorso a Roma eppure il colore vivido, lucido l’hanno visto tutti. Un nero neofascista che più nero non si può.  Possibile – ci si domanda –  che alla destra italiana si presenta l’occasione della vita per formalizzare – della serie #senonoraquando – il ripudio totale e la presa di distanza dai movimenti eversivi (che oltretutto non sono neanche clandestini ma anzi rivendicano orgogliosamente le intenzioni e le azioni) e la si spreca clamorosamente? Perchè una leader così tenace come Giorgia Meloni –  mujer, madre, cristiana – sempre pronta ad azzannare la preda politica quando occorre, poi scivoli sulle cose semplici e lineari ? E se inciampa sulle cose semplici che diventano difficili, figuriamoci misurarsi nel governare un paese come il nostro la cui costituzione è nella sua stessa ragion d’essere antitetica ad ogni istanza fascista. 

Un atteggiamento di questo tipo – secondo me –  l’ha già in qualche modo “stigmatizzata”  agli occhi dei moderati sinceramente liberali, di tutto un mondo che non si riconosce nel centrosinistra ma a cui fa letteralmente schifo un conservatorismo anche solo sfiorato dall’onta di avere certe obliquità. E invece la Meloni si è fatta male da sola, dilapidando quel tanto di punti che aveva conquistato in questi mesi e guadagnandosi una sorta di premio epic fail politico. In poco tempo si è trasformata già in una figura transitoria, un frammento di antologia senza orizzonti governativi significativi per il futuro, come una promessa mancata, come una che avesse perso il treno (politico) della sua carriera. Insomma, fosse per me, Meloni ciaone. 

A lei critico un punto squisitamente politico e lo faccio seguendo il suo ragionamento di queste ore:  le sarebbe bastato fare un gesto per nulla retorico  – come erroneamente pensano lei e FdI –  condividendo a proposito di amore per la patria e in nome di una riconciliazione storica la proposta-mozione del centrosinistra sullo scioglimento di forza nuova e di altri movimenti esplicitamente neofascisti.  Con questo passo ( non simbolico ma, ripeto, eminentemente politico) l’attuale destra italiana da un lato avrebbe fatto un gigantesco salto di qualità dimostrando in concreto quanto si dichiara a parole a riguardo del loro peso democratico e liberale; senza un certo snobismo e disinteresse per le ultime vicende; dall’altro avrebbe letteralmente vinto tutto il banco mettendo a tacere quel mondo di detrattori, dubbiosi, sospettosi  – spesso a torto –  nei confronti delle forze conservatrici italiane. A quel punto, il superamento della retorica avrebbe avuto un suo senso. 

Viceversa, ciò che nel mondo conservatore sono convinzioni già acquisite da noi si trasformano in sceneggiata, ripicche, dichiarazioni benaltriste tirate a ping pong, un plus di surreale che si aggiunge all’assurdo corredato di argomenti avvilenti: si è detto della solita possessione isterica della sinistra, si è dichiarato non velatamente che la solidarietà al sindacato fosse una manovra surrettizia di campagna elettorale in vista del ballottaggio per le amministrative (sic), o ancora si è sibilato addirittura di possibili infiltrati della polizia per danneggiare la legittimità del dissenso dei no-green-pass.  

Ma si possono ascoltare robe così demenziali? 

Se un pezzo di paese assalta le sedi del sindacato, tira sanpietrini ai poliziotti, scardina le vetrine al grido di #ioapro (incomprensibile),  propone l’abolizione del canone Rai, non vuole vaccinarsi gratis ma chiede tamponi gratis (boh), aggredisce medici e infermieri (santo dio i medici) oppure, da ultimo,  minacciano di chiudere i porti allora la questione riguarda tutto il paese in modo trasversale. E se una politica non è capace di discernere tra il cosa è/cosa non è distinguendo tra dissenso e violenza, non è capace di isolare quest’ultima quando l’eversione s’insinua nella rabbia di un paese in crisi allora abbiamo più di un problema. 

Ha ragione chi fa notare che i ristoranti sono “pieni” e gli ospedali sono vuoti, un risultato evidentemente frutto della campagna vaccinale contro ogni irragionevole idiozia disfunzionale, complottista  e scroccona. E quindi ci si rende sempre più conto che la questione finisce per essere sanitaria in quanto priva di supporti medico-scientifici. In altre parole, si assiste ad mossa maldestra da parte di gruppi eversivi che cavalcano  il disagio al fine di sabotare e boicottare quel senso di comunità perduta dei mesi scorsi.  Un paese oggi vuole andare avanti ed ha bisogno di protezione, unito in un netto “no” agli avvelenatori di pozzi, un “no” senza ambiguità alla violenza insensata di chi lancia il sasso e poi nasconde la mano convinto di farla franca. 

Se tali convincimenti sono limpidi e radicali per me che sono una mezza cartuccia, volete che non lo siano per Giorgia Meloni, donna, moglie, madre, cristiana, leader? Ma per forza devono esserlo, dai non scherziamo, è sicuro che lo sono anche per lei. 

Mi dicono di mettere un punto interrogativo: lo sono?

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