L’On. Simona Loizzo, capogruppo della Lega in Commissione Sanità alla Camera, presiede l’Intergruppo Parlamentare Sanità Digitale e Terapie Digitali. È medico specialista in odontoiatra, dirigente dell’UOC di Odontoiatria dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza e direttore del Dipartimento chirurgico dell’HUB Annunziata di Cosenza.

On. Loizzo, cosa significa per lei essere Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Sanità digitale e terapie digitali e quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati di raggiungere?
«Essere Presidente dell’Intergruppo Parlamentare sulla Sanità Digitale e le Terapie Digitali rappresenta per me una naturale prosecuzione del mio percorso professionale come medico. L’obiettivo dell’Intergruppo è accompagnare questa transizione creando un dialogo stabile tra istituzioni, professionisti sanitari, ricerca e innovazione, affinché le nuove tecnologie possano tradursi in benefici concreti per i cittadini. Le terapie digitali, la telemedicina e gli ospedali virtuali non sostituiranno la medicina tradizionale, ma la rafforzeranno».

Il Ddl sulle terapie digitali, arriva in Aula per esame e votazioni. Ma concretamente di cosa stiamo parlando?
«Quando parliamo di terapie digitali, ci riferiamo a soluzioni terapeutiche basate su software, scientificamente validate e utilizzate per prevenire, gestire o trattare specifiche condizioni cliniche. Le prime applicazioni riguardano soprattutto patologie croniche e condizioni ad alta prevalenza, come il diabete, lo scompenso cardiaco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva; l’obesità; la salute mentale, le dipendenze, i disturbi del sonno e la riabilitazione».

Il progetto può essere attuabile a livello nazionale e sostenibile economicamente?
«Sì, perché il principio stesso delle terapie digitali è portare la cura più vicino al cittadino, superando molte delle barriere fisiche e organizzative che oggi limitano l’accesso ai servizi sanitari. Le terapie digitali possono integrarsi in modo naturale nei nuovi modelli di virtualizzazione dell’assistenza sanitaria, diventando componenti operative di percorsi più ampi basati sulla telemedicina, sul monitoraggio remoto e sugli ospedali virtuali».

Soffermiamoci sugli ospedali virtuali, Quali sono le novità di interesse per la collettività e per il benessere del cittadino?
«Il concetto di ospedale virtuale rappresenta una delle evoluzioni più interessanti della sanità contemporanea. Non significa sostituire gli ospedali tradizionali, ma estendere la capacità di cura oltre le strutture fisiche. Attraverso la telemedicina, il monitoraggio remoto e le piattaforme digitali integrate e l’intelligenza artificiale è possibile seguire molti pazienti direttamente a domicilio, mantenendo la continuità assistenziale e la qualità clinica agendo non solo in modo reattivo ma anche proattivo. Questo approccio può avere un impatto molto importante soprattutto nelle aree più fragili, come le piccole isole e le aree interne, dove l’accesso ai servizi specialistici è più complesso».