Sono tre i deputati che avrebbero incassato il bonus per partite iva e autonomi da 600 euro messo a disposizione dal Governo per fronteggiare la crisi innescata dal Coronavirus. A richiederlo sarebbero stati in 5 (tre della Lega, uno del Movimento 5 Stelle, uno di Italia Viva). E’ quanto si apprende da fonti parlamentari. Tra i tre beneficiari ci sarebbero due parlamentari della Lega e uno del M5S.

Non si placano le polemiche anche se, al momento, i nomi dei parlamentari che hanno richiesto il bonus non sono stati resi noti nonostante l’invito, da più partiti, ad autodenunciarsi. La denuncia sarebbe partita dall’Inps stessa con una segnalazione della direzione centrale Antiforde e coinvolgerebbe oltre ai 5 parlamentari, anche un noto presentatore televisivo e altri duemila politici tra sindaci, consiglieri comunali, regionali ed assessori che avrebbero chiesto e ottenuto i bonus previsti dal decreto Cura Italia e Rilancio, ovvero da 600 a 1.000 euro a testa.

Sulla vicenda prende le distanze Italia Viva che, attraverso il presidente Ettore Rosato: “Ho sentito Tridico e mi ha rassicurato che nessun parlamentare di Iv ha incassato il Bonus” per le partite Iva.

Nel corso della telefonata, Tridico ha escluso che tra i furbetti del bonus Iva sia coinvolto anche un renziano, aggiungendo che nell’Inps è stato avviato un audit interno su chi abbia fatto uscire la notizia.

LO SFOGO – Intanto via Facebook c’è il duro sfogo di Francesco Rubini, giovane consigliere comunale di Ancona, tra i beneficiari del bonus. “Ho 29 anni, sono un giovane avvocato precario con una Partita Iva aperta nel 2019 e faccio il Consigliere Comunale nel Comune di Ancona dove percepisco gettoni di presenza (niente stipendio, indennità, rimborsi, benefit etc, etc) per una media di 600/700 euro al mese (ribadisco: 600/700 euro) per gestire commissioni, sedute del consiglio, rapporto con i cittadini, incontri sul territorio e tutto ciò che concerne il ruolo”.

“Ho chiesto e ottenuto il bonus di 600 euro per i liberi professionisti perché – chiarisce – malgrado una laurea magistrale, un titolo da avvocato, una nobile professione e un ruolo istituzionale in un capoluogo, sono ancora costretto – scrive Rubini – a barcamenarmi per avere un reddito mensile decente. Adesso, cari populisti da strapazzo, odiatori di professione, leoni da tastiera e buffoni vari, venite a prendermi per processarmi in pubblica piazza nella vostra ridicola guerra contro ‘i politici ladri’. Vi aspetto a braccia aperte”.