Uno schiaffo alla miseria di chi durante l’emergenza coronavirus ha avuto serie difficoltà ad arrivare a fine mese. Loro invece potevano contare su stipendi di migliaia di euro (per la precisione 12.439) oltre ai rimborsi per il soggiorno a Roma per la loro attività politica.

Cinque deputati e un conduttore televisivo nei mesi scorsi hanno fatto domanda all’Inps per ottenere l’assegno da 600 euro, poi aumentato a mille, un bonus riservato dal governo ai professionisti in difficoltà durante la pandemia. Bonus che hanno ottenuto senza problemi.

A denunciare l’accaduto, così come riporta Repubblica, la direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps, organo creato da Pasquale Tridico per individuare le truffe. In realtà, non c’è nulla di illegale nel comportamento dei cinque deputati e del conduttore televisivo. Solo una questione di opportunità in un momento così delicato per il Paese. Top secret, al momento, i nomi dei sei sciacalli dell’emergenza coronavirus.

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Il bonus era infatti riservato “ai professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione Separata e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che non siano titolari di un trattamento pensionistico diretto, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità”.

“Preda di una sorta di sdoppiamento della personalità – si legge su Repubblica -, con una mano hanno votato alla Camera lo scostamento di bilancio necessario a finanziarie le misure di protezione, con l’altra ne hanno intascato quota parte i proventi. Di cui, a giudicare dal 730, potevano fare a meno. Come poteva farne a meno l noto conduttore televisivo, scoperto a esercitarsi nella medesima pratica”.

DI MAIO: “ESCANO ALLO SCOPERTO, SI DIMETTANO” –  Su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio scrive: “Oggi La Repubblica parla di 5 parlamentari, di 5 poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente. Questa pandemia ha fatto danni economici senza precedenti. Ci sono state persone che hanno perso il lavoro, aziende che hanno visto il proprio fatturato scendere in maniera drastica, attività che hanno chiuso senza più riaprire. E questi 5 personaggi invece di rispondere al popolo che li ha eletti hanno ben pensato di approfittarne. I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore. Non importa di quale forza politica siano espressione. Mi auguro che anche le altre forze politiche la vedano come noi”.