Volatile e dispersiva. Con una forte rotazione in atto tra i settori. E’ ripartita così Piazza Affari a settembre. In questi primi 10 giorni del mese il FTSE MIB è rimasto sostanzialmente invariato, ma dietro la stabilità dell’indice si nasconde una forte dispersione tra i singoli titoli. A fare la differenza sono soprattutto tre fattori: il nuovo aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e del prezzo del petrolio, il conseguente ritorno dei timori sull’inflazione e sui tassi e, sul fronte societario, alcune operazioni straordinarie che hanno ridisegnato le aspettative degli investitori. Il miglior titolo del listino milanese da inizio mese è Lottomatica, in rialzo di circa il 7,5%. Il mercato sembra avere progressivamente assorbito i dubbi iniziali sull’acquisizione di Cirsa, operazione da circa 3 miliardi di euro, che amplia in modo significativo la presenza internazionale del gruppo. Bank of America ha confermato su Lottomatica il giudizio “Buy”, sottolineando in particolare le prospettive di crescita dell’online dopo l’integrazione, mentre Moody’s ha rivisto a “positivo” l’outlook sul gruppo. Anche Reuters Breakingviews ha evidenziato il potenziale delle sinergie, stimate in 115 milioni di euro.

Tra i migliori titoli si colloca anche Prysmian, che guadagna circa il 4,4%. Il titolo continua a beneficiare delle aspettative legate agli investimenti nelle reti elettriche, nell’interconnessione e nelle infrastrutture necessarie alla transizione energetica e ai data center. Jefferies, pur riducendo il target price, ha mantenuto la raccomandazione “Buy” con obiettivo a 164 euro; anche Oddo BHF ha ribadito il proprio giudizio positivo. Il mercato continua dunque a riconoscere al gruppo una forte visibilità sulla crescita di medio periodo. Bene anche i titoli legati all’energia: Tenaris sale di circa il 3,8% ed Eni del 3,3%. In questo caso il driver è soprattutto macroeconomico. Il Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile, sostenuto dalle tensioni in Medio Oriente e dai timori sulle forniture. L’EIA statunitense ha appena alzato le proprie previsioni sul petrolio, mentre Goldman Sachs e HSBC hanno rivisto verso l’alto le stime per i prossimi trimestri. Il rialzo del greggio penalizza gran parte del mercato, perché riaccende l’inflazione e le attese di nuovi aumenti dei tassi, ma sostiene direttamente i gruppi petroliferi e i fornitori dell’industria energetica.

Sul fronte opposto, Brunello Cucinelli è il peggior titolo del listino, con una flessione superiore all’11%, seguito da Poste Italiane, in calo di oltre l’8%, Moncler (-6,8%), Nexi (-6,4%) e Amplifon (-6,4%). Per Cucinelli e Moncler il problema è soprattutto settoriale. Il comparto europeo del lusso è tornato sotto pressione per i dubbi sulla solidità della ripresa dei consumi di fascia alta. Bank of America ha segnalato un rallentamento della domanda di circa tre punti percentuali nel terzo trimestre rispetto al secondo, con particolare debolezza negli Stati Uniti, in Giappone, Corea del Sud e parte dell’Asia. Equita ha sottolineato che, nonostante valutazioni diventate meno onerose, il quadro resta fragile per l’incertezza macroeconomica e geopolitica. Più specifica la debolezza di Poste Italiane. Il gruppo ha migliorato l’offerta su Telecom Italia, aumentando del 18% la componente cash fino a 1,97 euro per azione TIM.

La nuova proposta alza il valore complessivo dell’operazione a circa 13,15 miliardi e richiede un maggiore esborso finanziario. Gli analisti giudicano la mossa pragmatica per aumentare le probabilità di successo dell’operazione, ma il mercato sta evidentemente incorporando anche il maggiore impegno finanziario e i rischi di esecuzione. Settembre sta dunque premiando i titoli esposti a energia, infrastrutture e operazioni di crescita, mentre penalizza soprattutto lusso e società più sensibili all’aumento dei rendimenti. Il FTSE MIB è fermo solo in superfice, ma sui fondali la rotazione settoriale vive un moto ondoso importante.