Con quest’ultimo romanzo Graziano Turrini mostra di non voler abbandonare il filone di denuncia sociale che aveva caratterizzato le sue precedenti quattro opere.
Nel primo libro (“Di sangue e di sogno”), come ricorderete, veniva descritto il mondo del volontariato internazionale, legato a temi come la lotta all’imperialismo con tutti i mezzi in quel periodo (è stato ambientato negli “anni di piombo”) a disposizione, compresa la lotta armata seppur giustificata da vicende personali più che politiche.

Con il secondo (“La maledizione del primogenito”) affrontava – intrecciando i due periodi storici in un’avvincente narrazione – il tema della grande emigrazione di fine ‘800 (e come i nostri coloni dovettero “sporcarsi le mani” per cacciar via gli indios dalle terre assegnate dal governo brasiliano ai migranti italiani) vista con occhi contemporanei, con il perdurante e quasi innato razzismo che stava (e ancora sta) determinando vicende politiche e sociali in un Veneto spesso contraddittorio.

Nel terzo (“Veleni”) smascherava un falso storico che aveva riempito per mesi le pagine dei giornali: il virus Zika come causa della microcefalia che aveva colpito, quasi come una pandemia, diverse zone dell’America Latina. E lo faceva accusando gli interessi delle grosse multinazionali del settore farmaceutico e agroalimentare, nonché i loro intrecci con il potere politico.

Nel quarto (“Storie di amor randagio”) attraverso le vicende di un gruppo di ragazzini asociali e disadattati e di altri emarginati (tutti randagi, appunto!) metteva in luce le nefandezze di una “guerra sporca” (quella dei Balcani, a partire dal massacro di Srebrenica con il genocidio di intere popolazioni) legandola a temi molto più vicini a noi, come l’animalismo e la lotta alle sperimentazioni su animali.

Nel suo ultimo romanzo (“Barnaba Zago e la chiavetta del male”), riprendendo e approfondendo alcuni personaggi della precedente opera, affronta dei temi spesso sottovalutati o ignorati dai nostri mezzi di comunicazione: l’incessante e inarrestabile fenomeno della scomparsa di bambini (secondo Missing Children Europe, l’organizzazione europea che collega 31 organizzazioni non governative in 27 Paesi europei, OGNI DUE MINUTI IN EUROPA SCOMPARE UN BAMBINO!) legato quasi esclusivamente al mercato del sesso e/o a quello del traffico di organi. Barnaba Zago è un abilissimo ladro, anche se di tipo particolare: novello Robin Hood, ruba solamente nelle case di chi (professionisti e/o imprenditori) in qualche maniera, più o meno velatamente o apertamente, si sia arricchito illecitamente e a scapito dei più deboli. In una di queste sue “visite notturne” si imbatte in una cassaforte che, oltre a gioielli e denaro, custodisce anche una serie di chiavette USB dal contenuto estremamente pericoloso…

I romanzi di Graziano Turrini non lasciano indifferenti. Le trame, sempre ben congegnate e avvincenti, delineano storie – efficacemente descritte – che lasciano il segno nel lettore, portandolo ad amare (o ad odiare) i personaggi che le popolano: personaggi vivi, reali, portatori sani di buoni sentimenti ed espressione di valori forti come l’amicizia, la solidarietà, l’umanità, la generosità.