“Sentiamo parlare di certezza della pena ma uno Stato serio se incendi un carcere non ti premia, ti chiude la cella e ti dà sei mesi di più”. Il segretario della Lega Matteo Salvini, in collegamento a Stasera Italia su Rete4 spara a zero contro il provvedimento contenuto nel decreto Cura Italia, che promuove il ricorso alle pene alternative per arginare la crisi sanitaria nelle carceri.

“Mi risulta che già domani ci saranno le prime uscite dalle carceri italiani – sottolinea Salvini -. Io l’ho detto anche a Bonafede, ci siamo sentiti: la Lega sarà sempre contro gli sconti di pena e gli indulti”. Per il leader leghista la linea adottata dal governo per rispondere all’emergenza Coronavirus non solo non risolverebbe il problema sanitario ma, anzi, costituirebbe un’offesa al lavoro delle forze dell’ordine. “Diamogli guanti, mascherine e gel disinfettanti ma restino in carcere a scontare la pena – ha ribadito Salvini -. Questo provvedimento è un insulto a quanti hanno lavorato per assicurarli alla giustizia”.

In realtà, al contrario del parallelo tracciato dal leader leghista, la norma contenuta nel decreto esclude i detenuti che hanno partecipato alle rivolte delle scorse settimane in molte carceri italiane, oltre a coloro i quali sono stati condannati per reati gravi. Ma non solo. Il decreto non introduce nuovi meccanismi ma semplifica una procedura già presente nel nostro ordinamento, ovvero quella che prevede la possibilità per i detenuti di scontare una pena, o un residuo di pena, fino a 18 mesi in un regime di detenzione domiciliare .