25 anni dopo: ci sarà chiarezza?
Caso Pantani, nuova inchiesta sull’esclusione dal Giro: sentito Vallanzasca, ipotesi camorra. “Marco cercava la verità prima di morire”

Nuova inchiesta sull’esclusione dal Giro d’Italia di Marco Pantani nel maggio 1999. A distanza di 25 anni questa volta è la Procura di Trento ad aprire l’ennesimo fascicolo di un episodio chiave nella carriera professionale e nella vita del Pirata, poi trovato senza vita il 14 febbraio 2004 nel residence Le Rose di Rimini con la famiglia, a partire da mamma Tonina, che si è sempre detta convinta che il decesso fu a seguito di morte violenta.
Il nuovo fascicolo al momento è senza indagati ma il capo d’imputazione è associazione mafiosa finalizzata alle scommesse clandestine e collegata al decesso del ciclista. Si indaga dunque sull’ipotesi, già più volta denunciata e discussa anche in Commissione Antimafia, di un presunto giro di scommesse clandestine gestite dalla camorra che – secondo il racconto di alcuni pentiti – puntava ad evitare la vittoria di Pantani che quel giro lo stava letteralmente dominando.
La “trappola” di Madonna di Campiglio
Nel mirino la tappa di Madonna di Campiglio quando Pantani, in seguito a controlli antidoping, venne squalificato perché risultato positivo. Il primo a parlare della vicenda fu Renato Vallanzasca, ieri sentito come persona informata sui fatti, nel carcere di Bollate, dalla pm della Dda trentina Patrizia Foiera. Vallanzasca dieci anni fa rivelò in carcere, durante il colloquio con un altro detenuto, che “mi dissero di scommettere contro il Pirata perché non avrebbe finito il Giro”.
Pm che ha in programma altri interrogatori, circa una decina. Poi bisognerà vedere cosa verrà raccolto e se anche questa inchiesta verrà archiviata per insufficienza di prove. I legali della famiglia di Pantani hanno parlato in passato di una vera e propria “trappola”. Un versione che sarebbe stata confermata anche dallo stesso Vallanzasca. Secondo la loro versione fu la camorra a intervenire per manipolare i controlli antidoping e far risultare la provetta di Pantani irregolare, cioè positiva. “Si è indagato sulla possibilità che la camorra, per ottenere lauti profitti illeciti dalle scommesse clandestine, abbia condizionato con un proprio intervento l’esito del Giro d’Italia del 1999 che, giunto alle ultime due tappe, vedeva Marco Pantani quale ormai certo vincitore ‘manipolando’ il campione di sangue del predetto e facendo risultare un tasso di ematocrito superiore a quello consentito, se ne sarebbe determinata l’esclusione dalla competizione, ribaltando i risultati dell’evento sportivo”, si legge nel verbale della Commissione antimafia.
“Pantani perennemente alla ricerca delle verità su Madonna di Campiglio”
In commissione parlamentare antimafia in passato c’è stata anche l’audizione di Fabio Miradossa, che nel 2005 patteggiò una pena per spaccio legato alla morte dell’ex campione di ciclismo. Miradossa ai parlamentari disse, nel gennaio 2020, che Marco era stato “ucciso, l’ho conosciuto 5-6 mesi prima che morisse e di certo non mi è sembrata una persona che si voleva uccidere. Era perennemente alla ricerca della verità sui fatti di Madonna di Campiglio, ha sempre detto che non si era dopato”.
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