Margherita Distribuzione, la società che fa capo a Conad e che ha acquisito Auchan e Sma, avvia la procedura per l’attivazione della cassa integrazione straordinaria per 5.323 dipendenti, il 60% degli 8.873 dipendenti distribuiti nelle regioni di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna e Veneto. A denunciare la sforbiciata occupazionale è la Filcams Cgil, spiegando che la società ha inviato la comunicazione a Cgil, Cisl e Uil, alla vigilia dell’incontro previsto per il 14 febbraio a Roma per la procedura di mobilità delle sedi precedentemente aperta dall’impresa. Per la Filcams Cgil “sulla procedura di richiesta di cassa integrazione ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l’impresa il prima possibile”.

L’incontro tra sindacati e azienda “sarebbe già stato complicato sia per l’emergenza occupazionale dei lavoratori coinvolti sia perché è evidente che il venir meno delle sedi centrali dell’impresa palesa un rischio imminente per tutti i dipendenti della logistica e per quelli operanti nei punti vendita che non hanno ancora trovato un acquirente né dentro né fuori il mondo Conad”, sottolinea la Filcams Cgil.

Per il sindacato “sulla procedura di richiesta di cassa integrazione ci sono già evidenti criticità e dubbi che dovranno essere affrontati con l’impresa il prima possibile: la comunicazione aggrega, in un generico 60% di riduzione massima, i dipendenti che dovranno essere sospesi per un intervento di riduzione del costo del lavoro e quelli che invece sappiamo che saranno sospesi per interventi di riduzione della superficie degli ipermercati e quindi in un ambito di riorganizzazione”. Tra i punti vendita “citati ce ne sono alcuni che sono già stati oggetto di passaggio alla rete Conad e non si comprende la competenza che abbia Margherita nell’attivare la cassa; di contro ne mancano altri che in precedenti incontri, fatti sia a livello nazionale che territoriale, risultava potessero avere criticità. Ancora una volta da parte dell’impresa una comunicazione approssimativa su cui la Filcams esigerà chiarezza”, ricorda il sindacato.

La Filcams Cgil “ritiene indispensabile riprendere la trattativa su un accordo quadro di gestione della vertenza che l’impresa ha di fatto negato nei mesi precedenti volendo imporre le proprie posizioni al tavolo, manca ancora un piano di salvaguardia occupazionale e nonostante gli annunci fatti sulla stampa l’impresa non ha ancora chiarito quante persone possono essere ricollocate nella rete Conad, la cassa integrazione può, evidentemente, solo ammortizzare temporaneamente il rischio esuberi. È inoltre importante che IL Mise, a questo punto congiuntamente al Ministero del Lavoro, preveda una nuova convocazione delle parti a breve termine per riprendere la vertenza prima che sia troppo tardi”, conclude il sindacato.