La crisi in Medio Oriente
Così la Marina Militare tutelerà le navi italiane in transito a Bab el-Mandeb
«L’Italia non ha nemici». È uno degli argomenti preferiti di chi considera inutile investire nella Difesa. In fondo, le possibilità che qualcuno sbarchi in Sicilia o varchi le Alpi sono abbastanza remote. Perché, allora, dovremmo riarmarci? Il problema è che siamo rimasti a una concezione ottocentesca della sicurezza nazionale, come se i nemici odierni venissero dalla Francia o dall’Austria. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha annunciato di aver attivato la Marina Militare per garantire il transito delle navi italiane attraverso Bab el-Mandeb. La ragione è semplice: quello stretto a quasi cinquemila chilometri da Roma riguarda direttamente il nostro interesse nazionale ed europeo. L’Europa dipende dal mare. Nel 2024, oltre tre quarti delle merci importate dall’Unione, sono arrivate via nave, la grande maggioranza da Suez. Mentre, secondo Banca d’Italia, quasi il 16% del valore di tutte importazioni italiane transita attraverso il Mar Rosso.
La presenza degli Houthi all’imboccatura del Mar Rosso mette in pericolo la nostra economia e la nostra sicurezza. Lo abbiamo già scoperto nel 2023, quando gli Houthi iniziarono a bersagliare con droni e missili le navi commerciali nel Mar Rosso, obbligando le navi a passare dal Sud Africa. In poche settimane, il costo di un container sulla rotta Shanghai-Genova passò da circa 1.500 a oltre 6.000 dollari. Se la posizione degli Houthi dovesse consolidarsi, ci attenderanno ulteriori sforzi economici. Evitando Bab el-Mandeb, le navi dovranno per forza doppiare il Capo di Buona Speranza e risalire l’Atlantico. Significa più giorni di navigazione, più carburante, più personale, maggiori costi assicurativi e logistici. Tutto questo ha un prezzo che si scarica su di noi, consumatori finali. Inoltre, Suez è ciò che rende il Mediterraneo una delle grandi arterie del commercio mondiale. Se la circumnavigazione dell’Africa diventasse la normalità, il Mediterraneo si trasformerà in un mare morto. Ciò significherebbe perdere la nostra centralità e, con la rotta atlantica diretta verso i porti del nord Europa, la crisi dell’intero sistema portuale italiano.
Gli Houthi non bombardano Milano, Roma o Torino. Eppure riuscirono a colpire il portafoglio degli italiani. Crosetto ha ragione: l’Italia deve impegnarsi per difendere la rotta di casa. L’Italia ha una delle Marine Militari meglio equipaggiate al mondo e ha già dimostrato la propria capacità nel 2024, quando un drone Houthi si diresse contro il cacciatorpediniere Caio Duilio, che rispose al fuoco abbattendolo. Un’organizzazione terroristica armata a migliaia di chilometri dall’Italia può minacciare una nostra unità militare, interrompere una rotta essenziale per i nostri commerci, aumentare il costo delle merci acquistate dagli italiani e mettere in discussione la centralità dei nostri porti.
La linea di Crosetto indica una concezione più moderna dell’interesse nazionale. La Marina Militare non serve soltanto a difendere le nostre coste: deve essere in grado di proteggere le arterie attraverso le quali passa la nostra prosperità. Siamo una penisola al centro del Mediterraneo, possediamo una delle principali economie manifatturiere del mondo, importiamo materie prime ed esportiamo prodotti attraverso il mare. Per noi, la libertà di navigazione non è un principio astratto del diritto internazionale, ma è una necessità economica che rende Bab el-Mandeb un confine italiano.
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