“La Russia sta completando un genocidio“. E’ l’attacco del presidente Volodomyr Zelensky nel corso di una conferenza stampa a quattro giorni dall’invasione russa in Ucraina. “Ciò che gli occupanti fanno a Charkiv, Okhtyrcí, Kiev, Odessa e altre città e villaggi, hanno le caratteristiche di un genocidio e devono attirare l’attenzione di un tribunale internazionale. Hanno mentito sul fatto che non avrebbero toccato i civili, ma dalle prime ore dell’invasione le truppe russe hanno attaccato le infrastrutture civili. Hanno deliberatamente scelto tattiche per colpire le persone e tutto ciò che rende la vita normale: elettricità, ospedali, case”. Poi aggiunge: “La notte è stata brutale, sono state attaccate anche le ambulanze”.

Il riferimento è agli episodi avvenuti nelle ultime ore. A Kharkiv, nel corso di un pesante bombardamento russo, è stato distrutto un gasdotto, provocando una gigantesca esplosione e un incendio. Un missile, inoltre, ha colpito anche un palazzo di 9 piani, uccidendo una donna. A Kiev i russi hanno colpito un ospedale pediatrico che ospita bambini oncologici. Uno di loro è morto (insieme a due adulti) altri due piccoli sono rimasti feriti. Nel bombardamento di due giorni fa, un missile ha centrato in pieno un palazzo residenziale a Kiev: per fortuna non sono state provocate vittime.

Secondo Zelensky, Mosca si sta “vendicando” e le sue truppe hanno deciso di attaccare i civili. Lo stesso leader ucraino lancia poi un appello a “tutti i cittadini del mondo, gli amici dell’Ucraina, per la pace e la democrazia”. “Chiunque voglia unirsi alla difesa dell’Ucraina, dell’Europa e del mondo può venire e combattere fianco a fianco con gli ucraini contro i criminali di guerra russi” aggiunge.

Le negoziazioni – La Russia sarebbe pronta a negoziare e offre come come ‘campo neutro’ Minsk, capitale della Bielorussia, paese loro alleato. Mentre il Cremlino fa sapere che una delegazione russa, tra cui rappresentanti dei ministeri degli Esteri e della Difesa, è già arrivata in Bielorussia per ”iniziare i colloqui” con gli ucraini, il presidente Volodymyr Zelensky chiarisce: “I negoziati tra ucraini e i russi avrebbero potuto svolgersi a Minsk se Mosca non ci avesse attaccato dalla Bielorussia. Nelle scorse ore si era ipotizzata una negoziazione in Turchia. “Qualunque città va bene per i negoziati, tra cui Varsavia, Istanbul e Baku, ma non Minsk. Vogliamo la pace, vogliamo incontrarci, vogliamo che la guerra finisca” ha aggiunto. Ma l’incontro non avverrà in Bielorussia.

Zelensky si rivolge poi ai cittadini bielorussi nella giornata in cui si vota sul referendum costituzionale sulla riforma introdotta da Aleksandr Lukashenko, il Presidente contestato nel suo Paese dalla sua rielezione nell’agosto del 2020. Un solo quesito, ‘accettate la riforma della Costituzione?’. Il presidente ucraino chiede ai vicini bielorussi di votare senza influenza: “Siamo i tuoi vicini”, dice. “Sii la Bielorussia, non la Russia”.

“Nella guerra che si sta combattendo, non siete dalla stessa parte nostra. Purtroppo”, ha detto il presidente ucraino. “Dal vostro territorio le truppe della Federazione Russa lanciano missili sull’Ucraina. I nostri bambini vengono uccisi dal vostro territorio, le nostre case vengono distrutte e stanno cercando di distruggere ogni cosa che è stata costruita nei decenni, non solo da noi, ma dai nostri padri e nonni. E tutto questo rappresenta anche un referendum de facto per voi bielorussi. Decidete chi siete. Decidete chi essere. Come guarderete negli occhi i vostri bambini, come vi guarderete negli occhi l’uno con l’altro e i vostri vicini. E i vostri vicini siamo noi. Siamo ucraini. Siate Bielorussia, non Russia! State facendo questa scelta adesso. Oggi” ha concluso.

Redazione