Tre morti, anziani poco sotto i 70 anni. Sono le vittime di un focolaio letale da Hantavirus scoppiato sulla nave da crociere MV Hondius, imbarcazione partita da Ushuaia, in Argentina, per un viaggio nell’Atlantico, e che attualmente si trova al largo della capitale Praia, circa 500 chilometri a ovest del Senegal. A bordo ci sono circa 170 persone, molti dei quali contagiati dall’infezione e assistiti dai sanitari capoverdiani protetti con tute anticontagio e mascherine, mentre un paziente si trova in terapia intensiva in Sudafrica.

Che cos’è l’Hantavirus

Il nome deriva dal fiume Hantan, in Corea del Sud, dove il primo virus fu identificato negli anni ‘70. Facendo parte di una famiglia molto ampia, chi lo contrae riscontra vari sintomi: da febbri emorragiche a insufficienze renali e polmoniti. Si sospetta che sulla nave da crociera si sia sviluppato il ceppo Andes, diffuso in Sudamerica, in grado di portare – in modo simile al Covid – gravi difficoltà respiratorie. Non ci sono farmaci per contrastare gli hantavirus. Nel mondo si registrano circa 150 mila casi all’anno, la metà in Cina, nessun contagio in Italia.

Come si trasmette l’Hantavirus

Il virus si contrae principalmente entrando in contatto diretto con un topo infetto, e i tempi di incubazione sono molto lunghi. Il ceppo Andes però è l’unico per il quale ci sono evidenze di trasmissione da uomo a uomo, anche se sono molto rare. Se gli hantavirus si trasmettono infatti solo per via respiratoria o tramite il morso di un topo infetto, il virus può però anche diffondersi nell’aria ed essere inalato nei luoghi in cui ci sono escrementi o saliva di roditori contagiati. Nonostante il contagio interumano sia raro, le autorità di Capo Verde hanno deciso di non consentire lo sbarco dalla nave Hondius.

Redazione

Autore