Si cosparge il capo di cenere Sigfrido Ranucci e chiede scusa, nel corso della puntata di Report andata in onda domenica 3 maggio, al ministro della Giustizia Carlo Nordio per averlo coinvolto, senza prove, nel caso grazia di Nicole Minetti. Dopo la lettera di richiamo della Rai per le dichiarazioni rilasciate a “E’ sempre Cartabianca” la scorsa settimana (relativa ad una possibile presenza di Nordio nel ranch in Uruguay di Giuseppe Cipriani, compagno di Minetti). Dopo giorni di attesa, nella trasmissione di Report di domenica 3 maggio non è emerso nulla contro il Guardasigilli. Da qui le scuse dello stesso Ranucci dopo la figuraccia in diretta tv.

Ranucci, il capo cosparso di cenere e la supercazzola

Il giornalista, tuttavia, prova a cavarsela con una supercazzola: “Ora sicuramente sono caduto in un eccesso, mi cospargo il capo di cenere. Sono stato accusato di aver dato una notizia non verificata, in realtà ho detto che stavamo verificando una notizia, cosa completamente diversa. È ovvio che c’è stata una strumentalizzazione politica, non da parte mia, però io vado per la mia strada, continueremo a fare giornalismo d’inchiesta”. Quindi oggi il giornalismo di inchiesta è quello di anticipare notizie non verificate, invitando a vedere la trasmissione di Report salvo poi scoprire che nel servizio giornalistico del programma d’approfondimento Rai non è emerso nulla.

L’annuncio da Berlinguer e le polemiche

Ranucci nel programma di martedì 28 aprile di Bianca Berlinguer era arrivato a dire che “una nostra fonte avrebbe visto il ministro Nordio nel ranch di Cipriani in Uruguay a marzo. Se fosse vero, è una notizia. Stiamo verificando”. Pochi minuti dopo la “pseudo-bomba” lanciata dal giornalista, il ministro Nordio è intervenuto telefonicamente in diretta per smentire la ricostruzione ipotizzata: “I primi di marzo di quest’anno ero impegnato in campagna elettorale per il referendum, sono stati in Uruguay negli anni scorsi”, ha spiegato.

Dopo la giustificazione, Ranucci sottolinea che “anche se ancora non mi è arrivata la lettera di contestazione, anticipata dall’Ansa, nella quale mi si annuncia la privazione della tutela legale da parte della Rai, sento il dovere di informarvi che, davanti all’eventuale denuncia del ministro della Giustizia Nordio, rinuncio già da ora ad esporre l’azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese”.

La smentita

Poi il dato sullo share, dimenticando l’appuntamento ingannevole dato al pubblico sulla vicenda-Nordio: “Intanto abbiamo fatto il 10,3% e siamo stati la prima trasmissione di informazione, la seconda in generale, quindi tutti i danni reputazionali che qualcuno temeva non ci sono stati o se non altro li abbiamo limitati, perché forse avremmo potuto fare il 12”.

L’unica notizia la si può leggere sul sito di Report dove è stata pubblicata la lettera di smentita di Nordio che “si è recato una sola volta in Uruguay e Argentina in missione istituzionale dal 28 febbraio 2025 al 3 marzo e ripartendo per l’Italia il 3 marzo”. E che “il ministro non ha incontrato la signora Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani, che non conosce”.

 

 

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