È il clima mefitico delle ultime settimane: tutto si trasforma inevitabilmente in una battaglia campale. Succede anche al decreto sul lavoro, che diventa il ring di uno scontro aperto con le minoranze. Questione di parole: da salario minimo a salario giusto. La maggioranza incassa il via libera della Cisl. È la segretaria generale Daniela Fumarola a benedire il testo presentato dalla premier Giorgia Meloni:Ci sembra un ottimo risultato quello di aver fissato un principio”.

Landini: “Importante, ma ancora non sufficiente

Per il sindacato di via Po l’asticella è quella “del trattamento economico complessivo dei contratti comparativamente più rappresentativi”. Un punto di arrivo che comporta alcune conseguenze: “Sotto quella soglia non è salario degno”. Soddisfatto anche Pierpaolo Bombardieri, segretario della Uil: “Per la prima volta c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto e dignitoso con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Un dato di fatto riconosciuto in qualche modo dalla Cgil. Spiega Maurizio Landini: “Importante, ma ancora non sufficiente”. Per il numero uno di Corso Italia, “il limite è collegare gli incentivi alle imprese e quindi, di per sé, non cancellare i contratti pirata e la possibilità per le imprese di scegliersi il contratto che gli pare”. Poi prevale la propaganda: “Ho trovato singolare che per il giorno della festa dei lavoratori tutti i soldi dentro il decreto siano per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro”.

I commenti

Rilancia Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati: “Siamo concreti e non demagogici. Non a caso abbiamo scelto la strada del salario giusto – e non del salario minimo – che si ottiene attraverso un’alleanza tra lavoratori e imprese”. Condivide il deputato di Forza Italia, Alessandro Cattaneo: “Noi lavoriamo con serietà, difendendo la contrattazione collettiva e tendendo una mano ai sindacati. Mi piacerebbe ragionare anche con le opposizioni per trovare un metodo condiviso, perché nessuno vuole lasciare indietro i lavoratori più poveri”. Da Fratelli d’Italia è la deputata Naike Gruppioni a commentare: “È una scelta che tutela i lavoratori e premia le imprese corrette, quelle che investono e competono senza scorciatoie. Difendere la centralità della contrattazione collettiva significa garantire salari adeguati e diritti reali”.

I commenti delle opposizioni

Lo spartito cambia radicalmente nell’altra parte della barricata. Sbrigativa la vicepresidente del Pd, Chiara Gribaudo: “Con questo ennesimo ‘decreto Primo maggio’ il governo arriva tardi e male, aggirando i problemi di chi lavora e rimane in povertà”. La bandiera da contrapporre è quella del salario minimo: “È un provvedimento che agisce immediatamente per alzare gli stipendi. Perché non ci vogliono ascoltare?”. In linea la senatrice 5 Stelle, Mariolina Castellone:È un altro bluff. Milioni di lavoratori, fiaccati da anni di inflazione e carovita, che hanno eroso ulteriormente salari già insufficienti, non vedranno un centesimo in più entrare nelle loro tasche”. Sarcastico il co-leader di Avs, Nicola Fratoianni: “Sembra di essere alla vigilia del 1º aprile: quello di Meloni è un brutto scherzo”.

L’incendio ieri si è spostato a Montecitorio, dove è slittata la discussione sulla proposta di legge delle opposizioni sull’edilizia residenziale pubblica. Tuona Marco Grimaldi di Avs: “Aspettando Godot, vi diciamo che se pensate di cavarvela con 10.000 alloggi all’anno non avete capito nulla”. Si unisce alle proteste anche il vannacciano Edoardo Ziello: “Le politiche abitative sono la priorità”. Il tutto avviene alla vigilia della presentazione del Piano Casa, che arriverà oggi in Consiglio dei ministri. Lo conferma il vicepremier della Lega, Matteo Salvini: “Dopo mesi di lavoro e di confronti con aziende, operatori ed esperti del settore, il Piano è finalmente pronto”. Con queste caratteristiche: “Abbiamo recuperato risorse per rimettere a nuovo circa 50.000 appartamenti attualmente sfitti e altri miliardi per garantire case in affitto e in vendita a canoni e prezzi calmierati e inferiori agli attuali costi, impossibili per tanti”. Conclude Salvini: “Sarà una straordinaria occasione per rispondere all’emergenza abitativa e per offrire opportunità di lavoro a tante imprese e professionisti nel settore dell’edilizia. Ne sono orgoglioso”. Una partita delicata che si gioca su tutti i fronti, dal caso Minetti allo scostamento di bilancio: la maggioranza difende la propria area di rigore, e il campo largo insegue il risultato. Palla lunga e pedalare, e soprattutto tante mischie a centrocampo. Insomma, chi si ferma è perduto.