Durante la festa della Liberazione, a Milano, è avvenuto un fatto di straordinaria gravità. I superstiti della Brigata Ebraica e i militanti di sinistra per Israele presieduta da Emanuele Fiano – che nella Shoah ha perso una decina di parenti – sono stati espulsi dal corteo per mano di due squadrismi diversi: quello dei simpatizzanti della causa palestinese e quello dei militanti dell’Anpi. L’associazione dei partigiani oramai non ha più nulla che fare con il nobile intento originario per cui era stata fondata ed è caduta nelle mani di un mix letale di stalinisti e putinisti.

Gli ebrei che avrebbero dovuto essere alla testa del corteo sono stati prima bloccati e poi di fatto emarginati e respinti. Il ministero degli Interni invece di mettere in campo a loro protezione la Celere, ha preferito contrattare tramite la Digos la loro esfiltrazione – insieme a quella dei ragazzi di Forza Italia, anch’essi oggetto di intimidazioni e di aggressioni – in zona più sicura. Alle origini di tutto ciò c’è il fatto che questa Anpi, a cui non si sa perché è stata data la titolarità unica del mondo partigiano, ha aperto il 25 Aprile all’inquietante e non giustificata presenza del neo squadrismo palestinese che non ha alcun titolo storico per guidare manifestazioni antifasciste e antinaziste (a maggior motivo in una città come Milano). Il loro peccato originale risale infatti al gran Mufti di Gerusalemme che passava in rivista le truppe che hanno attivamente militato nell’esercito nazista.

L’effetto di questa perversa operazione è che da anni lo squadrismo palestinese attacca la Brigata Ebraica e gli ebrei con una forzatura inaccettabile da ogni punto di vista. Di questa infamia avrebbero dovuto essere pieni i giornali. Invece è scattata un’operazione di distrazione di massa guidata, non a caso, dal Fatto Quotidiano, ultimo megafono dell’anti berlusconismo e del filoputinismo, che ha avuto per oggetto un episodio del tutto secondario e trascurabile quale la grazia a Minetti. Addirittura coinvolgendo soggetti al di sopra di ogni sospetto di nostalgie berlusconiane quali la Procura di Milano e gli uffici sempre molto scrupolosi della Presidenza della Repubblica.

Impegnati nella operazione oblio sono certamente in primo luogo il Pd e Avs che hanno dimenticato un pezzo di storia italiana pur di mantenere un aggancio elettorale – magari in concorrenza fra loro – con quello squadrismo palestinese che ha già eliminato la libertà di dibattito e di informazione in molte università italiane. Questi sono problemi seri, al netto di operazioni di distrazione francamente grottesche di un quadro internazionale degno di ogni preoccupazione profonda.