I commenti dopo la vergogna
Brigata Ebraica cacciata a Milano, Meghnagi: “L’Anpi incita all’antisemitismo”. Nahum e Palmeri: “Dal 1938 agli ebrei non veniva impedito di manifestare”
Il 25 aprile 2026 per la prima volta la Brigata Ebraica è stata esclusa dal corteo di Milano. Si sono vissuti momenti di forte tensione nel centro del capoluogo meneghino e, dopo un chiarimento in Questura dove una delegazione dei manifestanti della Brigata hanno chiesto chiarimenti al questore Bruno Megale per la gestione, assai discutibile, dell’ordine pubblico, arriva l’affondo di Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano, contro l’Anpi. “Non abbiamo bisogno di ribadirlo continuamente, la Brigata Ebraica – spiega – era ostaggio di queste persone che hanno vietato di partecipare al corteo pacifico, perché oggi è la giornata della Liberazione, è una manifestazione pacifica, un ricordo importante per l’Italia democratica e questo non è stato possibile. Il passaggio della Brigata Ebraica è stato ostruito, i partecipanti sono stati offesi, c’è stato il lancio di uova e pomodori”. Il presidente della Comunità Ebraica precisa che “con la Brigata erano presenti anche consiglieri del PD, consiglieri di Forza Italia e tanta gente comune”.
Sulla gestione dell’ordine pubblico chiarisce: “La questura non poteva fare altrimenti, la massa era incontenibile e i viali stretti per cui poteva accadere di tutto”. Poi l’attacco: “La colpa è dell’Anpi, hanno voluto escluderci, hanno tenuto ferma oltre due ore la parte del corteo dei cittadini italiani di regione ebraica. Non avrei dovuto partecipare poi ho ricevuto telefonate da amici che piangevano, amici che erano sconvolti da quello che succedeva. L’Anpi e il suo presidente Gianfranco Pagliarulo incitano all’antisemitismo”.
Daniele Nahum, consigliere al Comune di Milano per Azione, parte dall’incontro in Questura dove una delegazione della Brigata Ebraica si è recata per manifestare il proprio disappunto per la gestione della sicurezza durante il corteo: “L’incontro è stato proficuo, però il dato di fatto è che era dal 1938 che agli ebrei non veniva impedito di manifestare ed è una cosa gravissima”. Sull’incontro col questore Bruno Megale, Nahum aggiunge: “Ho appena partecipato a un colloquio, insieme a una delegazione, con il Questore di Milano, al quale ho rappresentato che la gestione dell’ordine pubblico è stata del tutto inadeguata. Ho ribadito chiaramente che non ci è stato garantito il diritto costituzionale di manifestare. Pur comprendendo le ragioni di sicurezza che hanno portato alla deviazione del percorso – spiega -, considero una sconfitta per le istituzioni il fatto che la Brigata Ebraica sia stata costretta a cambiare tragitto a causa della violenza di questi fascisti rossi. Non accadeva dal 1938 che a cittadini ebrei venisse impedito di manifestare in quanto tali. Il clima che si è creato è vergognoso: l’antisemitismo è diventato un’urgenza nazionale. Di certo non piegheremo la testa e non ci faremo intimidire”.
Nahum è un fiume in piena: “Il clima in città è un clima tremendo, c’è un’esplosione di antisemitismo e spero che la politica ne prenda veramente atto perché, ripeto, è stata deviata la Brigata Ebraica in quanto cittadini di religione ebraica. Questo è il tema, è il salto di qualità rispetto all’anno scorso. C’è stato addirittura un salto di qualità negli insulti: da Saponette a Viva Hitler. Sono davvero preoccupato, siamo tutti davvero preoccupati, ma non abbasseremo la testa, non piegheremo la schiena e andremo avanti a testa alta e l’anno prossimo pretenderemo di fare tutto il percorso dall’inizio alla fine a testa alta, perché non siamo noi che ci dobbiamo vergognare, ma sono loro”.
Anche Manfredi Palmeri, consigliere comunale e regionale di Noi Moderati, era presente alla manifestazione. Al Riformista commenta: “E’ importante dire che non ci siamo comportati come i centri sociali che fanno ciò che vogliono, noi abbiamo seguito le indicazioni che arrivavano anche dalle forze di pubblica sicurezza, quindi siamo entrati nel corteo in via Boschetti, è inaccettabile che siamo stati messi nelle condizioni di uscire alla prima via successiva via Boschetti che è via Senato. Come avevamo previsto, nessuno è riuscito a garantire che potessimo rientrare, anzi siamo stati seguiti, quindi anche chi pretendeva che noi ci spostassimo per passare non ha seguito il percorso del corteo, ma ha seguito i vessilli con la stella di Davide”.
“E’ inaccettabile – aggiunge Palmeri – che non è stata garantita la nostra possibilità di permanere, inaccettabile che siamo stati seguiti nel nostro percorso alternativo e non siamo arrivati in piazza Duomo. Già da domani mattina ci deve essere pieno rispetto, piena garanzia del diritto di manifestare. Aggiungo che questo è ancora più grave perché è accaduto il 25 aprile, il 25 aprile che invece è il simbolo della libertà, siamo in una democrazia liberale e deve essere garantito il diritto di manifestare”.
Sull’incontro con il Questore spiega che Megale “farà degli approfondimenti, ha portato dei primi elementi legati a qualche differenza rispetto al passato: vi è stata infatti una concentrazione di soggetti all’angolo con via Senato che poi ha impedito il diritto di manifestare e quindi accanto al diritto di manifestare ha richiamato la (3:23) necessità di sicurezza da parte di tutti, però sbaglia chi non ha consentito la possibilità di proseguire la manifestazione, non certo chi è rimasto fermo”.
Poi le parole sull’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia: “Ho sentito che l’Anpi ha detto che la Brigata Ebraica ha fermato la manifestazione. La provocazione è dire una frase del genere perché a nostra volta noi siamo stati fermati da terzi soggetti che sono diventati sempre più numerosi, c’era un’apparente stasi in via Senato, in realtà noi siamo stati schiacciati verso l’angolo”.
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