Brigata ebraica cacciata con violenza neofascista, ucraini, iraniani, con le loro bandiere e grida di libertà, aggrediti ed espulsi. Squadrismo di fascisti rossi, putiniani, pasdaran di casa nostra. I fascismi del presente si sono imposti, l’antifascismo è stato capovolto, l’ordine democratico non è stato tutelato, la Costituzione violata. Cose orrifiche ma preannunciate, prevedibili, che generano rivolta morale ma non sorprendono. Lo sterminio degli ebrei è stato l’asse strategico ideologico del nazifascismo, dunque la presenza della Brigata ebraica rappresentava il cuore di un genuino antifascismo. La sua espulsione razzista ha significato la riabilitazione di fatto di Hitler e Mussolini, la cancellazione immonda della memoria della Shoah.

Sabato c’è stata una svolta regressiva. Ma da tempo il 25 aprile era stato in buona parte congelato e burocratizzato, più museo che memoria viva, con l’emarginazione delle eroiche lotte di liberazione in corso dei popoli e delle persone. La vera Festa della Liberazione richiedeva l’appoggio onesto esplicito, senza riserve, alle lotte di liberazione presenti, Ucraina, Israele, popolo dell’Iran in prima linea. Sono loro i nuovi partigiani. Di più, la Brigata ebraica è stata il nucleo originario delle forze di autodifesa dello Stato ebraico, unica barriera contro una nuova Shoah. Essa rappresenta un modello esemplare dell’unione tra il cuore dell’antifascismo storico e la difesa-liberazione dal nazismo presente, quello islamista genocida. Proprio per questo suo alto valore è odiata, demonizzata.

L’infamia contro questo 25 aprile ci aiuta a ricordare che l’Italia è stata e resta il Paese della retorica antifascista che copre una continuità fascista, dunque un antifascismo retorico non effettivo. Come dimostra la sopravvivenza di pezzi di legislazione, mentalità, comportamenti, strutture burocratiche. Infine questa legge razziale antiebraica della piazza mostra la terribile continuità di un antisemitismo totalitario. Quando dovremo aspettare ancora per raggiungere una Festa di Liberazione disintossicata, capace di condannare i carnefici e i regimi totalitari e di esaltare le cause della libertà del nostro tempo?

Antonio Cardellicchio

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