L'editoriale
Meloni, Schlein, Berlusconi e Salis: il Poker di donne nel nuovo mazzo della politica Italiana
Quattro donne si trovano al centro della politica italiana. Con ruoli, posizioni e dinamiche molto diverse, sì. Ma per la prima volta le protagoniste dell’inedita partita a poker dei nostri tempi è tutta al femminile.
Giorgia Meloni vive un riposizionamento necessario. Dopo l’esito del referendum ha capito che le sorti del centrodestra sono legate ad un’autonomia forte dall’alleato più ingombrante, preso le distanze, negato la base di Sigonella e il supporto alla guerra all’Iran. Le sta costando gli strali quotidiani di Donald Trump, ma non ha fatto una piega. È volata a Parigi, ieri, e riallacciato con l’Europa, con i volenterosi. Perfino fraternizzato con Emmanuel Macron, confermando – «previa consultazione del Parlamento», ha puntualmente detto – la disponibilità ad inviare cacciamine. Decisioni ferme, senza titubanze. Da statista.
E degnissime sono state le parole che in quanto tale le ha rivolto Elly Schlein, l’altra donna protagonista della politica italiana. La leader dell’opposizione che ha permesso al Pd di tornare sfidante, con tutti i sondaggi a favore, ha espresso solidarietà e sostegno a Meloni dopo la rottura con Trump. Toni seri, postura esatta. Gli osservatori hanno ascoltato a Montecitorio una Schlein più matura, più responsabile e finalmente capace di uscire da quella posa movimentista e marginale in cui si era a lungo cacciata. Può continuare a crescere e a sorprendere. Certamente può presentarsi alla corsa delle primarie del campo largo in posizione di primazia assoluta.
La terza donna di potere non è una politica ma fa politica. Eccome. Marina Berlusconi, non a caso entrata nel mirino dei detrattori per la porta principale, ha richiamato Forza Italia alla sua missione di soggetto liberale, riformista e riformatore, puntando su un riposizionamento strategico che sarebbe sbagliato sottovalutare o fingere di non vedere. Garantismo, diritti civili, battaglie di libertà come quelle sul fine vita e sul pieno riconoscimento dei nuovi italiani, i migranti di seconda generazione, caratterizzano il nuovo corso degli azzurri. Marina Berlusconi potrebbe decidere di non entrare personalmente in politica, ma continuerebbe a rimanere – da azionista di maggioranza della pietra angolare della politica – tra le donne più influenti dello spazio pubblico italiano.
A queste tre protagoniste si aggiunge Silvia Salis. La neo sindaca di Genova è quel che si definisce “talent”, una promessa emergente di cui si sa ancora poco. Qualcuno, nell’area del centrosinistra, la vorrebbe lanciare nella corsa delle primarie come fosse un martello scagliato in una competizione agonistica. Nessuno – per quanto promettente – può però illudersi di diventare leader in mezza stagione. E Salis alterna freno e frizione, avendo fiutato la trappola sacrificale. È un bene che la politica sia nelle mani di un poker di donne. Nessuno meglio di una donna può unire energia, intuito, capacità di immaginare il cambiamento e di declinarlo al futuro. Dunque sì, cherchez la femme. Trovate la donna. Ma trovatela giusta.
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