Ci fu una grande levata di scudi quando Enrico Letta propose una tassa una tantum da far pagare alle persone molto ricche. Giornali, politici, economisti, intellettuali spiegarono a Letta che la crisi mordeva, bisognava rilanciare lo sviluppo, non si poteva togliere ai ricchi dei soldi, cioè non si potevano togliere soldi ai cittadini, bisognava, casomai, dargli dei soldi. Anche Draghi disse così.

Adesso, evidentemente, molti hanno cambiato idea. La crisi morde – pensano – è il momento di togliere soldi ai cittadini. A chi, ai più ricchi? Macché: follia. Togliamo soldi ai poveri secondo la nobile e celebre ricetta di Jonathan Swift, scrittore inglese – dallo spirito sarcastico – che indicò l’unico modo per risolvere il problema sociale: fare in modo che i bambini ricchi potessero mangiare i bambini poveri.

La pandemia ha prodotto molti guai nella struttura della nostra economia e della nostra società. E nuove emergenze sociali. I poveri sono aumentati di un milione di unità in un solo anno, cioè del 25 per cento. Possibile che forze politiche ragionevoli, e persino di centrosinistra, non trovino di meglio che proporre di ridurre alla fame qualche milione di persone, soprattutto giovani, a reddito zero?

Voi direte (giustamente): ma il reddito di cittadinanza è una misura concepita coi pedi. Il welfare andrebbe del tutto ridisegnato, con strumenti diversi e più efficaci e più saggi a sostegno delle fasce più povere della popolazione. Il reddito di cittadinanza non aiuta lo sviluppo, la via maestra è creare lavoro.

Penso che abbiate ragione, ma cosa c’entrano queste sagge considerazioni con una misura che così, dall’oggi al domani, getterebbe alla fame un settore non piccolo della nostra popolazione? Non c’entra nulla. Vogliamo abolire il reddito di cittadinanza? Benissimo, rimodelliamo il welfare, tagliamo almeno del 60 o del 70 per cento la povertà, e poi possiamo anche abolire il reddito cittadinanza (cioè: sostituirlo). Altrimenti è follia.

Per fortuna che c’è Draghi a riportare i partiti politici alla ragione. I partiti, se fosse per loro, disegnerebbero le loro scelte strategiche con l’uso smodato dei sondaggi. Chiedono al sondaggista: dove tolgo i soldi senza perdere voti? Quello risponde: ai pescatori. E li tolgono ai pescatori. Oppure: ai tassisti, e li tolgono ai tassisti. Oppure – come in questo caso – ai poveri. E via il reddito di cittadinanza. E il pensiero politico? L’abbiamo finito, passate un’altra volta. Già, proprio così: Meno male che Draghi c’è.

P.S. Voi dite che c’è un 10 per cento di abusivi che si becca il reddito senza averne diritto? Può darsi: scoviamoli. Ma il modo giusto per scovarli non è togliere il reddito ai poveri. Quello si chiama metodo napalm, lo usavano gli americani in Vietnam. Fecero 2 milioni di morti e persero la guerra.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.