Cronaca
Inchiesta Sogei, cade l’accusa per tentato peculato nei confronti di Deas
La Procura di Roma ha escluso ogni contestazione a carico di Deas (Difesa e Analisi Sistemi SpA ), società di cybersicurezza nell’ambito dell’inchiesta Sogei. L’ipotesi di accusa era quella di peculato. La posizione di Deas, fondata da Stefana Ranzato e guidata dal generale Enzo Vecciarelli, viene così esclusa dall’inchiesta. Inizialmente l’impianto accusatorio della Procura riguardava un appalto da oltre un milione e mezzo di euro in favore della società Deas.
Il generale Vecciarelli, già capo di Stato Maggiore della Difesa, era stato nominato presidente nel marzo 2025, quale nuovo presidente.
Deas è partner tecnologico del comparto della Difesa, delle Forze di Sicurezza, della Pubblica Amministrazione e di gruppi industriali strategici italiani e internazionali. E’ una società a capitale interamente italiano. Il quartier generale è situato nel cuore della capitale, in piazza Montecitorio, mentre il Centro Avanzato Cibernetico di Deas si trova nella base della Difesa di Sant’Alessandro a Roma. “La struttura è il cuore tecnologico e logistico dei servizi di Cyber Sicurezza, nonché polo ad alta specializzazione per tutte le operazioni informatiche”, prosegue la società guidata da Stefania Ranzato. Inoltre, il centro è uno dei pochi in Italia accreditati dall’Organismo di Certificazione della Sicurezza Informatica (OCSI) e l’unico ospitato in una struttura militare.
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