Gli esempi analoghi in Europa
USA, perché la vittoria di Abdul El-Sayed nel Michigan è un segnale grave
Dopo Mamdani a New York, la vittoria di Abdul El-Sayed nelle primarie democratiche del Michigan è un segnale grave. La sinistra socialista e antioccidentale sta prendendo possesso di pezzi crescenti del Partito Democratico americano. Lo fa unendo la propria retorica anti-imperialista all’appoggio di settori musulmani che negano l’Olocausto, relativizzano l’11 settembre e guardano alla Cina come a un modello. L’antiamericanismo, l’antisionismo e la critica sistematica dell’Occidente sono diventati identità. E in questo vuoto di significato si è inserita, con naturalezza inquietante, l’alleanza tattica con l’islamismo radicale.
Socialisti e islamisti condividono lo stesso nemico
Non si tratta di un’unione ideologica coerente. Socialisti e islamisti non condividono la stessa visione del mondo. I primi sognano un’utopia egualitaria e secolarizzata; i secondi una società ordinata secondo la legge religiosa. Ma condividono lo stesso nemico: l’ordine liberale, lo Stato di Israele come sua proiezione, gli Stati Uniti come sua potenza garante. Su questo terreno comune si sono incontrati. L’uno offre all’altro copertura morale e canali di legittimazione; l’altro offre militanza, demografia e una forza culturale che la sinistra radicale, da sola, non possiede più. Questa convergenza non è un’esclusiva americana.
Gli esempi analoghi in Europa
In Europa esempi analoghi esistono già da anni e stanno producendo danni concreti. In Francia, settori della sinistra radicale riuniti attorno a La France Insoumise hanno costruito un rapporto di dipendenza elettorale e retorica con ambienti islamisti, alimentando un’ondata di antisemitismo e indebolendo la tenuta repubblicana. Nel Regno Unito, pezzi della sinistra laburista e di formazioni più estreme hanno a lungo tollerato o minimizzato l’influenza di reti islamiste, con conseguenze sulla coesione sociale, sulla sicurezza delle comunità ebraiche e sulla capacità dello Stato di far rispettare le proprie leggi. Il risultato non è astratto: fratture identitarie, polarizzazione, e una progressiva erosione della fiducia nelle istituzioni liberali. Con El-Sayed e l’influenza crescente di figure come Mamdani all’interno del partito, non è difficile immaginare una nomination democratica fortemente condizionata da questa corrente.
Un sintomo di fragilità
Quello che sta accadendo in America non è solo una vicenda interna al Partito Democratico. È un sintomo della fragilità della fiducia occidentale in sé stessa. Quando una civiltà smette di difendere le proprie fondamenta, altri sono pronti a occupare lo spazio lasciato vuoto. E non lo fanno con le stesse regole.
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