Esteri
Iran, Trump: “Khamenei jr. inaccettabile”. Araghchi: “Invasione? Un disastro per loro”
Due attacchi con droni hanno colpito l’enclave azera di Nakhchivan situata in territorio armeno al confine con la Turchia causando danni materiali e due feriti. I funzionari azeri hanno denunciato l’attacco come proveniente dal territorio iraniano, sebbene Teheran abbia negato il suo coinvolgimento e ha accusato Israele di aver orchestrato l’operazione contro Baku per aizzare il mondo musulmano contro l’Iran. Un drone ha colpito l’edificio del terminal dell’aeroporto internazionale di Nakhchivan, provocando un incendio, come mostrato nelle immagini della televisione turca HaberTurk. Un secondo drone è caduto nei pressi di una scuola nel villaggio di Shakarabad, al confine tra Iran e Azerbaigian, lo ha dichiarato il Ministero degli Esteri dell’Azerbaigian in una nota. Il Nakhchivan è un’exclave azera senza sbocco sul mare, al confine con Iran, Armenia e Turchia.
L’Azerbaigian, ricco di petrolio e gas, mantiene stretti legami con Israele nei settori dell’energia e della difesa. Il Paese del Caucaso meridionale rimane uno dei maggiori fornitori di petrolio di Israele, con il greggio azero che ha rappresentato oltre il 45% delle importazioni di petrolio del fabbisogno israeliano nel 2025. Israele è stato anche un importante fornitore di armi allo stato caucasico, fornendo ad esso supporto militare nei suoi conflitti con l’Armenia. Mentre l’Iran è uno stretto partner dello storico rivale dell’Azerbaigian, l’Armenia, e funge da via di transito per il Paese senza sbocco sul mare. La presenza di una numerosa popolazione azera in Iran, circa 15 milioni di persone, ha reso più critiche le relazioni tra Teheran e Baku, e l’Iran teme che il nazionalismo azero possa spingere le proprie comunità a chiedere l’autonomia. Gli azeri costituiscono una delle minoranze più numerose dell’Iran, rappresentando oltre il 16% degli oltre 93 milioni di abitanti del Paese.
L’attacco indica l’espansione in tutta la regione dell’Asia occidentale della guerra israelo-americana contro l’Iran. Dopo che Cipro, paese dell’Unione europea, è finito nel mirino di Teheran anche un paese Nato, la Turchia che ha un rapporto transattivo con l’Iran e al quale aveva offerto la propria mediazione invitandolo a sedersi al tavolo di un negoziato a Istanbul con tutti gli attori regionali. Ma il regime iraniano ha risposto lanciando un missile balistico nei cieli turchi per colpire la località di Ceyhan. Per fortuna, le difese aeree della Nato lo hanno intercettato, segnando il primo incidente di questo conflitto in area Nato. L’obiettivo era il terminal petrolifero dell’oledotto Baku-Tbilisi-Ceyhan (Ceyhan, situato sulla costa mediterranea della Turchia, nel golfo di Iskenderun. Ceyhan è un hub strategico fondamentale per l’esportazione di greggio dal Mar Caspio e dall’Iraq verso Israele e l’Europa.
Intanto, Abu Dhabi conferma che vi sono stati sei feriti dopo che un drone iraniano ha colpito un’area industriale. L’esercito israeliano ha ordinato ai residenti di diversi quartieri della periferia meridionale di Beirut, tra cui Haret Hreik, Burj al-Barajneh, al-Hadath e Chiyah, di lasciare immediatamente la città per dirigersi verso il Monte Libano o verso nord, in direzione di Tripoli. Mentre il primo ministro libanese Nawaf Salam ha ordinato alle autorità di impedire qualsiasi attività militare o di sicurezza da parte dei membri guardiani della rivoluzione islamica in Libano e di arrestarli.
Il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato che il Regno Unito rafforzerà la difesa del Qatar con i jet Typhoon. Le forze britanniche sono presenti presso la base aerea di Al Udeid in Qatar, insieme alle forze statunitensi e qatariote. Manca solo il crisma dell’ufficialità all’elezione di Mojtaba al ruolo di guida suprema e il presidente Donald Trump ha dichiarato giovedì di voler essere coinvolto nella scelta del capo religioso e politico dell’Iran. “Stanno perdendo tempo. Il figlio di Khamenei è un peso piuma. Devo essere coinvolto nella nomina”, ha detto Trump in un’intervista ad Axios, riferendosi a Mojtaba Khamenei, secondogenito dell’ayatollah assassinato. Trump ha definito Mojtaba “inaccettabile”, aggiungendo: “Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran”.
Teheran sta intensificando gli attacchi alle infrastrutture energetiche ed economiche del Consiglio di cooperazione del Golfo. Dopo la guerra di giugno e la feroce dei manifestanti a gennaio, il regime aveva previsto questo conflitto e sapeva che la posta in gioco era esistenziale. Imporre costi elevati agli Stati Uniti, ai paesi vicini e all’economia globale è la strategia di sopravvivenza della Repubblica islamica. Colpita anche la compagnia petrolifera statale del Bahrein. Un rapporto dell’agenzia di stampa ufficiale di Manama ha riferito che un’unità di una raffineria della BAPCO Energies è stata colpita da un attacco missilistico iraniano, ma le operazioni di raffinazione continuano. Intanto Washington pensa a un impiego delle truppe curde-iraniane dislocate in nord Iraq che si starebbero armando per contribuire a rovesciare il regime iraniano, ma i partiti curdi iracheni si oppongono, ma Trump insiste per convincerli.
© Riproduzione riservata







