Dopo le polemiche dei giorni scorsi successive alla decisione della Grecia di riaprire ai turisti di 29 Paesi eccezion fatta per l’Italia, arriva il dietrofront con alcune restrizioni per i cittadini italiani che provengono dalle regioni più colpite dal coronavirus.

“Dal 15 giugno al 30 giugno i voli internazionali sono ammessi negli aeroporti di Atene e Salonicco” annuncia il sito dell’ambasciata greca in Italia. “Se il viaggio – si legge – è stato effettuato da uno degli aeroporti presenti nell’elenco delle aree colpite stilato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa), in cui rientrano gli aeroporti di Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna, i passeggeri verranno sottoposti a test all’arrivo. È richiesto il soggiorno di una notte in un albergo designato. Se il test è negativo, il passeggero si mette in auto quarantena per 7 giorni. Se il test è positivo, il passeggero viene messo in quarantena sotto controllo per 14 giorni. E’ quanto si legge sul sito dell’ambasciata greca in Italia.

Dall’1 luglio “i voli internazionali sono ammessi in tutti gli aeroporti di Grecia. I visitatori sono soggetti a test casuali all’arrivo. Ulteriori restrizioni relative ad alcuni paesi saranno annunciate in un secondo momento”. Gli arrivi via mare saranno consentiti dal 1° luglio. I visitatori saranno soggetti a test casuali all’arrivo.

ZAIA: “NON SIAMO APPESTATI, NON CI VEDETE PIU'” – Non si lascia attendere la reazione di Luca Zaia, governatore del Veneto. “Pensare che la culla della cultura dell’antichità si sia ridotta a fare gli editti per escludere il Veneto lo trovo allucinante”. Queste le sue parole nel corso di una conferenza stampa.
“Mi chiedono cosa pensano gli operatori turistici greci – aggiunge -perché è chiaro che non ci vedono più”. “Noi siamo a disposizione per collaborare in modo costruttivo”, “mostrare le carte”, ma “non c’è un Paese indenne al coronavirus”. “Come si fa a dire una cosa del genere? – conclude – Noi non siamo degli appestati”.