La poliomielite selvaggia è stata ufficialmente eradicata in Africa. A dare l’annuncio la Commissione per la Certificazione Regionale dell’Africa, l’organismo indipendente che nel 1998 aveva ricevuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità il mandato di supervisionare e verificare strategie e situazione della malattia nel continente.

La polio è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale, causa di numerose epidemie e che negli ultimi 25 anni ha provocato migliaia di casi di paralisi e deformazioni tra i bambini del continente. In tutto il mondo solo in due Paesi la malattia non è stata debellata: in Pakistan e in Afghanistan. Il presidente delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha celebrato il traguardo sui social: “Possiamo raggiungere grandi risultati se lavoriamo insieme e da comunità globale”.

L’eradicazione in Africa è stata ottenuta con uno sforzo lungo 30 anni e grazie a vaccini e a campagne di sensibilizzazione. Il virus selvaggio ha tre varianti: il tipo 2 è stato eradicato nel 2015, il tipo 3 nel 2019, la variante 1 è l’ultima rimasta attiva (in Afghanistan e in Pakistan, appunto). Il 95% della popolazione africana ha intanto raggiunto l’immunità. Questo traguardo era una delle condizioni poste dall’Arcc per dichiarare il continente polio-free.

Il virus presente in natura è stato quindi eradicato, mentre è ancora presente quello derivato dal vaccino, che provoca piccole epidemie, molto più facilmente controllabili rispetto al ceppo “wild”. In Africa negli anni si è continuato a usare il vaccino a uso orale perché più facilmente utilizzabile rispetto all’iniezione. La somministrazione contiene il virus vivo in forma contenuta e permette di sviluppare gli anticorpi. La battaglia aveva subito uno stop all’inizio degli anni 2000 per via di una diffusa diffidenza nei confronti dei vaccini.

Soddisfazione espressa dal direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “È una grande giornata per i miei fratelli e le mie sorelle africane – ha scritto su Twitter – questo è uno dei più grandi risultati della salute pubblica, che dimostra che con la scienza e la solidarietà possiamo sconfiggere i virus e salvare vite umane”.