Non serve un grande sforzo di memoria. non è necessario andare molto indietro nel tempo. Con una purtroppo frequente periodicità, a Napoli, nell’hinterland e nella vasta provincia, si svolgono celebrazioni, cortei e fiaccolate. Contro le mafie, per la legalità. Perché la memoria ha un grande valore, e ancor di più se si libera dalla retorica e abbraccia la logica dell’impegno. Quello vero, concreto, che passa per i fatti. Il peso delle storie e delle testimonianze di chi ha vissuto sulla propria pelle le prevaricazioni e i lutti sono lo strumento forse più efficace per capire quello che è stato e impegnarsi affinché non si ripeta.

E con questo spirito ci si augura che Napoli accolga e faccia tesoro della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, riconosciuta come legge dello Stato e giunta alla XXVII edizione. Quest’anno, infatti, l’evento si svolgerà a Napoli il 21 marzo 2022 e sarà preceduto, domenica 20 marzo, da un’assemblea nazionale e da una veglia di preghiera interreligiosa con migliaia di persone provenienti da tutta Italia. «Nel 2009 eravamo in 150mila a sfilare lungomare di via Caracciolo per denunciare la potenza e la ferocia di una camorra responsabile in questi anni di omicidi il più delle volte impuniti a carico anche di innocenti. Saremo di nuovo a Napoli – spiegano gli organizzatori dell’associazione Libera, che è tra i promotori dell’iniziativa con il patrocinio di Comune, Regione e Fondazione Polis – anche per incoraggiare una Campania che resiste, fatta di gente perbene che nelle associazioni, nelle cooperative sociali, nelle realtà laiche e religiose, o anche semplicemente assumendosi la propria responsabilità di cittadino, s’impegna per il bene della sua terra e dell’intero Paese».

L’obiettivo, dunque, è un cammino di memoria e impegno che tornando sulle strade di Napoli si rinnova, «perché c’è bisogno di tutte le energie, le intelligenze, le forze e le reti per liberare la città da un potere criminale sempre più forte e violento dopo la pandemia». In piazza Plebiscito saranno letti i nomi delle oltre mille vittime innocenti delle mafie con l’intervento conclusivo di don Luigi Ciotti. «Terra mia. Coltura/Cultura» è lo slogan scelto per questa edizione che punta ad unire due dimensioni di impegno dalle quali ripartire: l’impegno per la coltura come nutrimento della terra e l’impegno per la cultura intesa come nutrimento delle coscienze.

Napoletana, laureata in Economia e con un master in Marketing e Comunicazione, è giornalista professionista dal 2007. Per Il Riformista si occupa di giustizia ed economia. Esperta di cronaca nera e giudiziaria ha lavorato nella redazione del quotidiano Cronache di Napoli per poi collaborare con testate nazionali (Il Mattino, Il Sole 24 Ore) e agenzie di stampa (TMNews, Askanews).