È la prima volta che due donne dividono un premio Nobel dedicato alla scienza. L’accademia di Svezia ha assegnato il riconoscimento più prestigioso alla Chimica alla biochimica francese Emmanuelle Charpentirer e alla chimica americana Jennifer A. Doudna “per avere sviluppato un sistema di editing del genoma”. Le due ricercatrici hanno messo a punto la tecnica che taglia e incolla il Dna e che permette di riscrivere il codice della vita. Le forbici genetiche, che permettono di modificare il Dna, hanno aperto la via a molte terapie un tempo impossibili.

 

Charpentier e Doudna, si legge nelle motivazioni del premio, hanno scoperto uno degli strumenti più importanti della tecnologia applicata alla genetica, il Crispr/Cas9, con cui possono modificare il Dna di animali, piante e microrganismi con estrema precisione. Una tecnologia che ha avuto un impatto rivoluzionario sulle scienze della vita, sta contribuendo a nuove terapie contro il cancro e può realizzare il sogno di curare le malattie ereditarie, sottolinea l’Accademia in un comunicato.

 

Charpentier ha 52 anni ed è nata in Juvisy-sur-Orge. Ha completato gli studi all’Istituto Pasteur e attualmente lavora in Germania, a Berlino, dove dirige l’Istituto Marx Planck Unit per le Scienze dei patogeni. Ha pubblicato la sua scoperta nel 2011 e lo stesso anno ha avviato una collaborazione con Doudna, biochimica con vasta conoscenza dell’RNA. Quest’ultima, nata del 1964 a Washington, dopo gli studi ad Harvard si è trasferita nell’Università della California a Berkeley, dove lavora attualmente. Insieme sono riuscite a ricreare le forbici genetiche dei batteri in una provetta e, come spiega la nota dell’Accademia, hanno poi riprogrammato le forbici genetiche ed hanno dimostrato che potevano essere controllate in modo da poter tagliare qualsiasi molecola di DNA in un sito predeterminato. L’utilizzo delle forbici genetiche Crispr/Cas9 è esploso dalla scoperta nel 2012.

 

Il Premio Nobel per la Chimica, dalla sua istituzione nel 1901, è stato assegnato finora a cinque donne. È la prima volta nella storia dei Nobel dedicati alla scienza che due donne dividono il premio. “Il mio desiderio è che questo riconoscimento possa portare un messaggio positivo alle giovani donne che vorrebbero seguire il percorso della scienza, e che possa mostrare loro che le donne nella scienza possono avere un impatto attraverso le ricerche che portano avanti”, ha commentato la laureata Charpentier.