L’intervento della Santa Sede che invita il Parlamento italiano a rivedere la Legge Zan ha colto tutti di sorpresa, o quasi. Il Riformista si è chiesto se fosse possibile – anche dati gli ottimi rapporti e le consuetudini diplomatiche pregresse – che il Quirinale sia stato colto di sorpresa dalle parole dello Stato della Città del Vaticano. Ambienti del Colle ci fanno sapere che nessun contatto vi è stato con il Vaticano, e che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato informato dell’iniziativa vaticana dall’ambasciata italiana presso la Santa Sede, come di prassi.

Nessuna telefonata o alcun tipo di contatto sarebbe dunque intervenuto tra le pieghe della presa di posizione più politica della storia delle relazioni post-concordatarie. Ad una attenta lettura, si può desumere che il Pontefice – che ha con Mattarella una interlocuzione simpatetica e costante – non ha voluto apporre il sigillo pontificio sulla decisione del collegio cardinalizio.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.