E’ venerdi 9 e a Saint Vincent (AO) arrivano molti big di area cattolica ma anche ambientalisti e progressisti. Si parla di Europa e futuro ma i riferimenti alle radici sono tanti e quando si ricordano nomi come Donat – Cattin e Fiorentino Sullo, gli applausi interrompono gli interventi dei relatori. Sul palco si alternano storici della DC e rivoluzionari dell’ultim’ora come Gianluigi Paragone che parla del suo progetto anti europeo. Ad ascoltare i relatori ci sono nostalgici della prima repubblica ma anche molti giovani e l’operazione di Gianfranco Rotondi pare stia riuscendo: riunire il passato al presente con un obiettivo futuro. Sul palco salgono i moderati di destra e di sinistra, c’è l’ex presidente del Senato Schifani che siede proprio con Paragone, poi ci sono Prestigiacomo e Pecoraro Scanio e al telefono interviene Brunetta.

Ognuno pronto a parlare di ambiente perché è chiaro a tutti, il 37% dei fondi del Recovery Fund sono green e quindi bisogna farsi trovare pronti. Salgono sul palco anche giovani imprenditori e qualche religioso pronto a offrire un’analisi più precisa sull’Enciclica Laudato si. Rotondi è soddisfatto, il Covid non ha fermato la voglia di confronto e la sala è gremita nel rispetto delle normative vigenti. Schifani esce fuori dal tema e critica Forza Italia “serve una scossa, facciamo un’analisi dell’ultimo voto perché io sono preoccupato ma non smetto di essere costruttivo”. Altro intervento forte è quello di Fabio Rampelli che ha tirato una linea netta sul connubio sinistra – ambiente, “parlare di ambiente è come parlare di una madre, nessuno può dirne male e quindi è nell’interesse di tutti”.

Non la pensa cosi l’ex Ministro Pecoraro Scanio che rivendica un sillogismo storico che nasce in Germania e arriva in Italia anche grazie a lui e al suo partito. Al centro congressi arriva anche Riccardo Molinari a rappresentare la Lega e con lui nella tavola rotonda si abbandona il discorso ambiente e si inizia a parlare di Europa e immigrazione. Dalla sala congressi si passa agli hotel ubicati in centro ma la crisi è forte anche qui, nel cuore della Valle d’Aosta. Domenica mattina si torna al centro congressi, ci sono altri big. C’è Cesa, Ettore Rosato, Mariastella Gelmini e a moderare c’è Paola Balducci, storica attivista dei Verdi ed ex membro del CSM.

Berlusconi manda un messaggio e Brunetta interviene a telefono mentre una lunga lettera del premier Conte viene letta con passione, tutti aspettavano questo momento perché Conte è il nuovo faro dei moderati, lo sanno tutti e aspettano solo la nascita del suo progetto. Anche la De Micheli manda un video messaggio e da ex DC prova a trovare un filo diretto tra moderati e PD ma non ci riesce e dirotta il discorso sull’Enciclica di Papa Francesco perché con lui sono tutti d’accordo. Mancano Crosetto, il Ministro Costa e qualche altro big alle prese col Covid. C’è qualche problema tecnico, Saint Vincent è cambiato ma qui si continua a far politica, a parlare di progetti senza urlare e lo si vuole fare insieme e non lontani, anche perché un nuovo lockdown è dietro l’angolo e meglio respirare un po’ di aria buona prima di rinchiudersi nuovamente.

Inizia l’ultima tavola rotonda, parterre de roi, tutti democristiani tranne Pecoraro Scanio che asserisce “mai votato DC” e risponde a freddo Rotondi “per ora!” e tutti applaudono perché Pecoraro Scanio rappresenta la politica ambientalista. Chiude i lavori Rotondi. E’ soddisfatto, ci è riuscito anche quest’anno e la tempra democratica non ha deluso, persiste, va oltre le ideologie estreme, le età e non c’è Covid che tenga.