La Corte di Giustizia federale tedesca ha dato ragione a un cliente Volkswagen, esprimendosi contro la casa automobilistica nel primo caso presentato al tribunale dal proprietario di una vettura, in relazione allo scandalo delle emissioni truccate (Dieselgate). La Corte ha stabilito che chi ha acquistato un’auto Volkswagen con il software che ha manipolato i risultati dei test sulle emissioni avrà diritto a un risarcimento.

I proprietari delle vetture potranno restituire l’auto e ricevere un risarcimento parziale dal gruppo tedesco: parziale, in quanto si deve considerare l’usura del veicolo. L’importo del risarcimento dipenderà da quanto segna il contachilometri, ma è necessario che i chilometri percorsi siano accreditati sul prezzo di acquisto. “Il comportamento degli imputati deve essere reputato non etico”, ha detto il giudice Stephan Seiters nell’annunciare il verdetto della Corte.

La sentenza apre la strada alla possibilità che migliaia di proprietari tedeschi di automobili VW chiedano un risarcimento. Volkswagen ha promesso “offerte appropriate” a chi si è ritrovato, suo malgrado, con il software responsabile della manipolazione dei dati sulle emissioni inquinanti. “La società ora ha intenzione di raggiungere un accordo in riferimento alle cause collettive” ancora in corso.

La decisione dell’Alta Corte di Karlsruhe ha confermato una precedente sentenza della Corte di Appello di Coblenza sul caso di un pensionato che aveva chiesto un risarcimento per la sua VW Sharan pagata 31.500 euro nel 2014, con i giudici che avevano disposto nei confronti della casa automobilistica il pagamento di 25mila euro più tassi.