Non solo la galassia No Vax che in queste ore sui social sta facendo viaggiare tra le tendenze l’hashtag #GiornataDellaVergogna ma anche il Parlamento. Da oggi, martedì 15 febbraio diventa obbligatorio il Green Pass Rafforzato (vaccino o guarigione negli ultimi sei mesi) per chi ha almeno 50 anni, sui posti di lavoro pubblici e privati, che dovrà dimostrare di essere vaccinato, o di essere guarito dal contagio da covid-19 da meno di sei mesi. Sanzioni, multe, sospensioni definite dal Decreto legge n.1 del 7 gennaio 2022.

Non potranno entrare neanche a Palazzo Madama o a Montecitorio i senatori e i deputati senza la certificazione Super. La regola sarà valida anche in Parlamento fino al 15 giugno – e anche qui per impiegati, membri dello staff e visitatori. Finora chi aveva più di 50 anni poteva entrare a Montecitorio anche con l’attestazione di un tampone risultato negativo. Da oggi no: non potrà lavorare in Parlamento.

Secondo il quotidiano Il Foglio i senatori senza Pass sarebbero una ventina almeno. “Perderò mille euro a settimana di diaria, ma per fronteggiare questo delirio va bene!”, ha detto al giornale il senatore Emanuele Dessì, ex M5s e ora con il Partito Comunista. Michele Giarrusso, altro ex pentastellato, dice di non essere No Vax. “Perché si stanno comprimendo i miei e i nostri diritti. Sarò in piazza, al Circo Massimo, per manifestare. Ma non con quei matti del generale Pappalardo, noi siamo un’altra cosa”. La manifestazione di ieri al Circo Massimo a Roma è stata un flop. A guidarla il generale Antonio Pappalardo con i suoi gilet arancioni.

I numeri dei parlamentari senza Pass sono più alti in Senato che alla Camera – l’elettorato attivo è rispettivamente fissato a 40 e 25 anni, di conseguenza l’età media è diversa. Stando ai questori di Montecitorio i vaccinati sono circa il 95 per cento degli eletti. Onorevoli anche del Gruppo Misto, Italexit, M5s e via dicendo. Anche alcuni leghisti. Armando Siri, titolare della scuola di formazione della Lega dice di avere “una super pazienza”. Addirittura il quotidiano riporta pettegolezzi su covid party per far circolare il virus. Quasi tutti i contrari hanno presentato ricorso alla commissione contenziosi.

A spiegare le ragioni della contrarietà, in una sintesi esauriente, era stata tramite Facebook l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi. “Da domani scatta l’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro per gli over 50, una misura decisa il 7 Gennaio (circa 40 giorni fa) prima del crollo, ad oggi evidente, dei contagi. Altri paesi, Spagna e Portogallo ad esempio, stanno riaprendo senza aver mai adottato l’utilizzo delle carte verdi dimostrando dati alla mano che l’utilizzo di questa misura è pressoché inutile. Saranno almeno 1,5 milioni i lavoratori che domani mattina potrebbero rimanere a casa senza reddito, in un paese che non riesce a ripartire perché zavorrato da un provvedimento che sta alimentando divisioni sociali, Vax contro No Vax. Un provvedimento che, tra le altre cose, sta disincentivando il turismo. È il momento di guardare in faccia la realtà. Poniamoci una domanda: è necessario il Green Pass rafforzato obbligatorio per gli over 50? La risposta è no”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.