Il governo ragiona su una riduzione dell’Iva per rilanciare i consumi. L’ipotesi è stata avanzata dal premier Conte, nella conferenza stampa di chiusura degli Stati generali. Una misura costosa – circa 10 miliardi – e niente è ancora stato deciso ha però sottolineato il presidente del Consiglio. Frena il ministro dell’Economia Gualtieri, divisioni anche all’interno della stessa maggioranza. “Più urgente ridurre le tasse sul lavoro”, avvertono Pd e Italia Viva. I settori interessati dal taglio dell’Iva sarebbero quelli più colpiti dalla crisi: si parla di turismo, ristorazione, artigianato, abbigliamento e automobile.

“Nessuno ha una ricetta pronta. Siamo in una condizione di incertezza, dobbiamo mantenerci flessibili. Ora si parla di Iva, noi abbiamo detto con i ministri che valuteremo una riduzione. Un calo del’Iva a noi costa moltissimo di per sé, abbiamo valutato l’eventualità che possa essere abbassata per un breve periodo di tempo. Pensiamo ad un lieve intervento momentaneo”. Così il premier Giuseppe Conte, in un’intervista al Fatto Quotidiano.it. “A regime si potrebbe valutare un piano cashless, è uno dei miei cavalli di battaglia. Su quello sono un testardo”, ha aggiunto.

Scettico il governatore di Bankitalia Ignazio Visco che sulla riforma del fisco auspica “una visione ampia” e “non imposta per imposta”. A causa dell’evasione fiscale, dell’illegalità e della criminalità organizzata “il carico fiscale è molto pesante per coloro che le tasse le pagano”.  Si tratta di “una vecchia storia su cui però bisogna riflettere oggi”. Tornando all’ipotetico taglio dell’Iva, ieri il presidente del Consiglio ha ammesso che il governo sta valutando il taglio dell’Iva:”E’ una delle ipotesi che abbiamo discusso, ma non abbiamo deciso anche perché è una misura costosa”. Allo stesso tempo, “c’è preoccupazione sul fatto che non sia ripartito appieno quel clima di fiducia che fa innescare il circuito dei consumi. E’ una misura allo studio, questa settimana sarà già decisiva per una prospettiva del genere”.

 “PIANO BEN COSTRUITO” – Il prodotto interno lordo italiano soffrirà nel corso del 2020 “una caduta attorno al 10%” dichiara Visco in occasione di una tavola rotonda organizzata dall’Accademia dei Lincei. La caduta del Pil – ha precisato il governatore – “può essere leggermente superiore o inferiore, dipende dall’evoluzione della pandemia (da coronavirus) nella seconda parte dell’anno”. “Lo stato d’incertezza nel quale ci troviamo non ci consente di fare previsioni non dico accurate ma ragionevoli, procediamo per scenari possibili”, ma questo “non vuol dire che non si debba fare niente”. Ignazio Visco ha poi citato Keynes, affermando che ci vuole “un piano ben costruito” per affrontare la crisi, senza limitarsi a pensare solo al breve termine.

CODACONS – Il taglio dell’Iva di un punto percentuale per l’aliquota ordinaria e ridotta, produrrebbe un risparmio annuo pari a circa 4,5 miliardi di euro sulla spesa delle famiglie italiane. Lo afferma il Codacons, commentando la proposta lanciata dal premier Giuseppe Conte.

Ipotizzando uno scenario in cui l’Iva ordinaria passa dal 22% al 21% e quella ridotta dal 10% al 9%, a parità di consumi e solo per gli effetti diretti il risparmio per le famiglie è stimabile in circa 4,5 miliardi di euro annui. Una riduzione dell’imposta, inoltre, comporterebbe minori costi per le attività produttive e per l’industria e, a regime, produrrebbe innegabili vantaggi su prezzi e tariffe, portando ad un risparmio complessivo pari a circa 250 euro annui a famiglia. A beneficiarne sarebbero soprattutto i nuclei più numerosi, per i quali la minore spesa potrebbe raggiungere i -400 euro annui. “Siamo favorevoli al taglio dell’Iva perché, nella situazione attuale, potrebbe dare nuovo impulso ai consumi e sostenere l’economia – afferma il presidente di Codacons, Carlo Rienzi – Tuttavia, affinché la riduzione dell’imposta abbia realmente effetti positivi per le tasche dei cittadini e per il paese, è necessario che il Governo combatta i rincari ingiustificati dei listini che, nella Fase 3, si stanno registrando in tutti i settori, e che rischiano di vanificare qualsiasi intervento sull’Iva“.