Un terremoto giudiziario ha travolto il Tribunale di Brindisi e la città di Francavilla Fontana. Un giudice, professionisti e noti imprenditori sono finiti nella rete degli inquirenti. Contestate a vario titolo le accuse di estorsione, corruzione passiva in atti giudiziari, corruzione attiva, associazione per delinquere, riciclaggio, auto-riciclaggio, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

Tra questi compare anche il giudice Gianmarco Galiano, 48 anni e la sua compagna Federica Spina. Galiano avrebbe chiesto denaro per agevolare vari contenziosi giudiziari e in un caso in particolare sarebbe riuscito a fare nominare sua moglie erede testamentaria di una vittima di incidente stradale.

Contro di lui il procuratore capo di Potenza, Francesco Curcio, ha lanciato parole durissime: “Il giudice non si è limitato a percepire denaro per agevolare un contenzioso giudiziario, riuscendo ad avere 289mila euro dai genitori di una ragazza morta in un incidente stradale, ma è riuscito a far nominare sua moglie erede testamentaria: un episodio unico nel panorama delle corruzioni giudiziarie, forse non solo italiano, la corruzione morti causa”.

“Chi ha il compito di giudicare gli altri, deve essere prima di tutto intransigente verso se stesso”, ha detto Curcio. “L’impianto accusatorio è solido: gli accertamenti bancari dei finanzieri mostrano in maniera inequivocabile che ci sono state consistenti somme di denaro sui conti correnti riferibili al giudice”, ha aggiunto.

La somma più importante, secondo quanto si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, di cui LaPresse ha potuto prendere visione, si riferisce al periodo in cui Galiano era giudice nella sezione staccata a Francavilla Fontana. Galiano avrebbe ottenuto denaro dalla tranche finale del risarcimento danno che una compagnia di assicurazioni aveva liquidato ai genitori di una ragazza morta a 23 anni nel 2007, in un incidente stradale.

“C’è stata l’intermediazione di un maresciallo dei carabinieri della provincia di Brindisi”, ha spiegato Curcio. Il militare è a piede libero. In totale gli indagati sono 21.

La procura ha presentato appello al Riesame per chiedere altri due arresti in carcere e quattro ai domiciliari. Ci sarebbero stati tentativi di inquinare le prove con operazioni bancarie e concordando con alcuni testi le versioni da fornire ai finanzieri di Brindisi. Ma ci sarebbe altro. “L’esame di alcuni testimoni è stato drammatico, hanno pianto impauriti per le minacce”, ha detto Curcio. Sono i genitori di un bimbo che, per colpa medica, aveva subito danni alla nascita: hanno ottenuto un risarcimento di 2 milioni di euro, 150mila euro pretesi dal giudice, dietro minaccia di far revocare la patria potestà per le precarie condizioni della casa in cui vivevano.

I genitori avrebbero raccontato di aver avuto paura che il giudice potesse fare qualcosa di brutto perché disse di conoscere sindaco e assistenti sociali. Galiano, inoltre, avrebbe chiesto ai coniugi di comprare, con il denaro del risarcimento, una casa in Grecia. L’avrebbe usata quando arrivava con la barca a vela. Sono stati sequestrati orologi di valore, quote immobiliari e due auto. Il gip ha ordinato il sequestro, finalizzato alla confisca, per 1,2 milioni di euro.