Nessun ‘freedom day’ nel Regno Unito il prossimo 21 giugno, come alcuni avevano definito il ritorno alla normalità post-Covid. Oggi il premier Boris Johnson annuncerà ufficialmente la proroga almeno al 19 luglio delle misure restrittive attualmente in vigore.

Una scelta obbligata quella del governo conservatore perché la variante Delta, un tempo definita ‘indiana’, preoccupa: il ritmo di contagi sta infatti crescendo sempre più, così come è stato registrato anche un sensibile aumento di ricoveri e decessi per Coronavirus. Il tutto nonostante l’80% di britannici adulti, circa 41 milioni di persone, abbia ricevuto almeno una dose di vaccino mentre 30 milioni hanno completato il ciclo vaccinale.

I casi di positività alla variante Delta sono saliti del 240% in due settimane, da 12.431 a 42.323 totali. Negli ultimi sette giorni sono stati 50.017 i nuovi casi, con un aumento  che sfiora il 50 per cento.

Oggi dunque, secondo le anticipazioni di Sky News, BoJo chiederà ai sudditi di Sua Maestà “un ultimo sforzo” per contenere il contagio da Covid-19. La variante Delta, trasmissibile fino al 60% in più del ceppo cosiddetto inglese, è ormai diventata ‘dominante’ nel Paese: il 90% dei casi è riconducibili alla variante indiana e la sua maggiore resistenza al vaccino ha destato l’allarme delle istituzioni sanitarie britanniche.

Secondo l’Nhs una sola dose di Pfizer o AstraZeneca proteggerebbe soltanto al 33% contro il ceppo indiano, mentre la doppia dose aumenterebbe la protezione fino all’80 per cento, contro l’88% di quella inglese (con Pfizer, AstraZeneca è al 65%).

Dunque la scelta di Johnson sarà quella di confermare le restrizioni attualmente in vigore: limiti al numero di persone che si possono invitare all’interno della propria abitazione; limiti alla capacità ricettiva di pub, bar, ristoranti, teatri, cinema; limiti al numero di spettatori per gli eventi sportivi; restrizioni per le discoteche; limiti al numero di invitati per matrimoni ed altri eventi sociali

Quanto alla scadenza della proroga, per il sottosegretario alla Salute del governo britannico Edward Argar “è possibile che la fine delle restrizioni venga rinviata nuovamente oltre la nuova scadenza del 19 luglio”, ha spiegato in una intervista a Times Radio. Argar ha sottolineato che sarà “cruciale” che il ritardo nell’allentamento delle restrizioni venga utilizzato “per far avere alle persone la seconda dose di vaccino”, ritenuto fondamentale per garantire maggiore protezione contro la variante Delta.

Contro il governo sono arrivate le parole del leader dell’opposizione laburista Keir Starmer, definendo “patetica” la politica dell’esecutivo nella gestione della pandemia.

Redazione