È stata sequenziata in Veneto, su due residenti dell’Alto Vicentino, la variante indiana del coronavirus. Il primo caso era stato segnalato a Firenze a inizio marzo. Si tratta di padre e figlia indiani rientrati nei giorni scorsi dal Paese di origine. Ancora non è chiaro se la variante potrà diventare preoccupante come quelle inglese, brasiliana, sudafricana e nigeriana che si sono diffuse anche in Italia a partire dallo scorso autunno. Sono partite intanto indagini epidemiologiche anche in altre Regioni, come Lazio ed Emilia Romagna, in particolare nella Bassa Reggiana, dov’è insediata una delle più grandi comunità sikh d’Italia.

La variante indiana (B.1.617) contiene due mutazioni, E484Q e L452R, che per la prima volta compaiono insieme. Come scrive il Corriere della Sera, la prima mutazione potrebbe aumentare la trasmissibilità virus e la seconda permetterle probabilmente di aggirare le difese del vaccino. Sarebbe quindi responsabile dell’aumento drammatico di casi in India. I primi dati da Israele dicono che comunque il preparato Pfizer-BioNTech è efficace contro la variante. Buona risposta fornirebbe anche siero indiano Covaxin.

INDIA – Circa un centinaio di casi in Europa, un migliaio nel mondo. In India invece la situazione è fuori controllo. A New Delhi centinaia di pire illegali per cremare i morti in strada. Sono oltre 2.800 i morti al giorno. Posti esauriti negli ospedali. Il sistema è al collasso. Il governo ha suggerito di indossare la mascherina anche in casa. Nelle settimane scorse lo stesso esecutivo aveva promosso pellegrinaggi e manifestazioni elettorali di massa.

I bollettini recitano oltre 320mila nuovi contagi al giorno, per un totale di 17 milioni e 600mila positivi e quasi 198mila morti dall’esplosione della pandemia, secondo la Johns Hokins University. Critiche anche per i ritardi nella campagna vaccinale – proprio nel Paese che si considerava un gigante farmaceutico – e le rassicurazioni troppo superficiali dei mesi scorsi da parte delle autorità. L’India ha una popolazione di oltre 1,3 miliardi di abitanti. L’Unione Europea e gli Stati Uniti si sono offerti di aiutare New Dehli.

ITALIA – La variante inglese rappresenta ormai in Italia l’86,7 per cento dei casi. È diventata dominante anche in altri Paesi Europei e negli Stati Uniti. Se è stata dimostrata la sua maggiore trasmissibilità, ancora da chiarire se sia anche più letale dei ceppi precedenti. A preoccupare maggiormente è quella sudafricana che sarebbe in grado di eludere le difese dei vaccini, anticorpi monoclonali e precedenti infezioni – non però l’efficacia di Pfizer e Moderna.

Diffusa anche la variante brasiliana, a marzo la seconda per estensione nel Paese. Quella nigeriana somiglia alla variante inglese. Il bollettino dell’emergenza ieri ha registrato 8.444 nuovi casi di contagiati su 145.819 tamponi, 301 le vittime. L’indice di positività al 5,8%.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.