Preoccupa l’aumento dei contagi nel Regno Unito causato dalla variante Delta del coronavirus. Registrati ieri 6.048 nuovi casi su quasi un milione di tamponi. Preoccupa ma non si tratta ancora di un allarme visto che il Paese ha raggiunto le 69 milioni di dosi somministrate. Soltanto 13 infatti i morti per le complicanze del coronavirus nelle precedenti 24 ore e solo 954, ai minimi europei, i ricoverati negli ospedali britannici. Sotto osservazione, in particolare, comunque l’area di Manchester.

Ieri è stata la seconda volta che si sono registrati oltre seimila nuovi contagi in una settimana. L’impennata piuttosto improvvisa – martedì scorso erano stati 3.165 i casi con zero decessi – viene legata soprattutto alla cosiddetta variante Delta. Dall’inizio di giugno l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha adottato una nuova nomeclatura, basata sulle lettere dell’alfabeto greco, ai nuovi ceppi del virus. Le definizioni legate alla provenienza geografica delle varianti sono anche discriminatorie per l’Oms e quindi la variante inglese è diventata Alfa, quella sudafricana Beta, quella brasiliana Gamma, i due sottotipi della variante indiana sono diventate Delta e Kappa. Il nome scientifico di quella che desta maggiori preoccupazioni al momento è B.1.617.2.

Delta contiene due mutazioni, E E484Q e L452R, per la prima volta insieme. Lo studio del Francis Crick Institute di Londra pubblicato sulla rivista Lancet, e condotto con il farmaco Pfizer BioNTech ha documentato che i livelli di anticorpi neutralizzanti diminuiscono con l’età per tutte le varianti e tendono a scendere nel tempo dopo la seconda dose. Ci sarebbe inoltre una differenza tra le quantità di anticorpi neutralizzanti prodotti a seconda delle varianti, dalle 5 alle 8 volte inferiori nel caso di delta rispetto a quelli contro la forma originale di Sars-Cov2. I livelli degli stessi anticorpi sarebbero inoltre bassi per tutte le varianti analizzate nello studio.

La strategia del Regno Unito per velocizzare nella corsa contro il covid-19 si era basata proprio nel procedere a tappeto con le prime dosi di vaccino. Il governo in questa fase sta puntando sull’accelerazione dei richiami. Non è tuttavia esclusa l’ipotesi, come ha riportato il Times citando una fonte del governo, di rinviare di due settimane la data della prossima tappa di uscita quasi totale dalle restrizioni del lockdown fissata non prima del 21 giugno, riservandosi la decisione finale per lunedì prossimo. Un rinvio permetterebbe inoltre di vaccinare tutti gli over 50. Finora i casi di variante indiana tracciati nel Regno Unito sono 12.383, di cui 126 con ricovero in ospedale; 83 non erano stati vaccinati, 28 avevano ricevuto una sola dose e tre avevano ricevuto entrambe le dosi.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.