Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr) ha denunciato in un comunicato oltre 600 episodi di violenza ai danni di operatori sanitari, pazienti e strutture mediche durante l’emergenza coronavirus in tutto il mondo. Le cifre sono preoccupanti ma riflettono solo i casi noti: si presume un considerevole margine di episodi sommersi, non registrati.

“Gli atti di violenza commessi contro operatori sanitari e pazienti sono spesso motivati ​​dalla paura di contrarre il virus e dalla mancanza delle conoscenze di base sul covid-19”, ha argomentato Esperanza Martinez, capo dell’Unità sanitaria del Cicr.

Un totale di 611 incidenti, atti di violenza, molestie e discriminazioni sono stati registrati in più di quaranta Paesi. Si è trattato di aggressioni fisiche nel 20 percento dei casi, di atti di discriminazione basati sulla paura nel 15% e di attacchi o minacce verbali in un altro 15%. Il 67 % degli episodi sono stati diretti contro una persona, il 22% i feriti, i malati o i sospettati di essere malati.