“Se la Lombardia avesse voluto, avrebbe potuto fare di Alzano e Nembro Zona Rossa“. Con queste parole il presidente del Consiglio Giuseppe Conte mette a tacere le polemiche sulla mancata istituzione della zona rossa nei due focolai lombardi dell’infezione. Il capo del governo scrive al quotidiano online Tpi.it per chiarire la divisione di competenze tra istituzioni centrali e amministrazione regionale.  “Non vi è argomento da parte della Regione Lombardia per muovere contestazioni al Governo nazionale o ad altre Autorità locali. Se la Regione Lombardia ritiene che la creazione di nuove zone rosse andasse disposta prima, con riguardo all’intero territorio regionale o a singoli comuni, avrebbe potuto tranquillamente creare “zone rosse”, in piena autonomia” scrive il presidente Conte.

Conte porta l’esempio di altri governatori che, in autonomia, hanno istituito la chiusura di alcune zone con un’ordinanza regionale.”Le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze urgenti. Al pari di quanto hanno fatto altre Regioni, come il Lazio, la Basilicata e la Calabria, nei cui territori, con ordinanza, sono state create “zone rosse” limitatamente al territorio di specifici comuni”.

Anche durante la conferenza stampa che ha seguito il Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio ha specificato che, proprio nei giorni in cui è cresciuto il contagio nei due comuni, il governo decise di allargare la zona rossa a tutta la regione, compresi dunque Nembro ed Alzano lombardo.

E ha aggiunto: “Abbiamo sbagliato? Abbiamo fatto bene? Di certo abbiamo preso la decisione in scienza e coscienza. Ci assumiamo tutta la responsabilità. Ora ci occupiamo dell’emergenza. Ci sarà poi tutto il tempo per richiamarci a responsabilità e io non mi sottrarrò”.

Ma per la Lega le parole del capo del governo sono un banale “scaricabarile“. Per il senatore leghista Calderoli, infatti, la responsabilità della chiusura dei due comuni, “una chiusura che probabilmente avrebbe salvato centinaia di vite nella bergamasca”, era di competenza esclusiva statale.

“Noi abbiamo chiesto la zona rossa ad inizio marzo, c’è una mia richiesta, ripresa da tutte le agenzie di stampa, del 7 marzo, ed è solo l’ultima di una mia serie di richieste a riguardo. Il Governo ha perso un mese, a febbraio, per prevenire il contagio, e poi il governo ha deciso di temporeggiare per giorni sulla zona rossa ad Alzano e Nembro. La Lombardia – ha aggiunto – sta pagando sulla sua pelle, sulla pelle dei suoi cittadini, gli errori commessi da chi aveva la responsabilità di decidere a livello nazionale: li stiamo pagando noi, con i nostri morti. Ora non si scarichi sulla Lombardia la responsabilità politica e morale degli errori commessi dal Governo perché la creazione di una zona rossa è una competenza esclusiva statale. Chiaro?”.

Atteggiamento più conciliante, invece, quello assunto dal governatore della Regione Attilio Fontana. “Ammesso che ci sia una colpa – ha detto il presidente della Regione al Tg4 – la colpa eventualmente è di entrambi, io non ritengo che ci siano delle colpe in questa situazione“.  Ma aggiunge: “Forse su Alzano si sarebbe potuto fare qualcosa di più rigoroso ma dopo che era stata istituita una zona rossa. Noi non avevamo neanche da un punto di vista giuridico modo di intervenire”.