M5S
Conte sbotta, nel mirino il M5S delle origini. Per Grillo un silenzio diplomatico: ha già in testa le contromosse
Nuove polemiche tra il leader e il Garante, che potrebbe parlare il 23 e 24 novembre all’Assemblea. Ex premier duro su Casaleggio: «Gestione non trasparente». Gasparri invoca la Corte dei Conti

La guerra tra il vecchio e nuovo leader del Movimento è frontale. E non prevede prigionieri. Con Conte i gruppi parlamentari attuali, con Grillo quelli precedenti. Davide Casaleggio, Virginia Raggi, Danilo Toninelli stanno con Grillo. E ieri Giuseppe Conte ha provato a stemperare i toni, a sminuire il tenore della guerra interna. Ci riesce solo in parte.
Sul contratto di Grillo, di cui ha già anticipato il mancato rinnovo, prova a attenuare: «Come ho chiarito è un contratto in scadenza che prevede una remunerazione, non si parla della sua funzione da garante ma di quella comunicativa che in questo momento non c’è e quindi fa venire meno le ragioni del contratto. Non c’è stata alcuna accelerazione». La realtà è che dell’Assemblea costituente del Movimento, un nome un po’ troppo ambizioso per quel che dovrà decidere, non interessa a nessuno, o quasi. E che tutto sommato il divorzio tra il Garante e il leader del Movimento, la presa di distanze tra il 5 Stelle di oggi e quello delle origini è assai più importante.
Conte sbotta
Conte, ospite due giorni fa del Corriere per una intervista video, sbotta: «È una vicenda assolutamente marginale rispetto al processo costituente che l’intera comunità del Movimento sta vivendo: siamo nel pieno di questo processo e con tutto il rispetto per i giornalisti è un aspetto contrattuale». Poi, forse per prendere chi lo segue per sfinimento, decide di dettagliare: «Il contratto con Grillo è in essere e sta venendo a scadenza. Scadenze che si sarebbero rinnovate, però ho chiarito che è un contratto che prevede una remunerazione non per la sua funzione di garante ma per una funzione comunicativa che adesso non c’è e che quindi fa venir meno le ragioni di questi esborsi monetari dell’associazione del M5s. Sono soldi degli iscritti che avverto di amministrare con la massima cura», ha ribadito il presidente del M5S, confondendo però il denaro degli iscritti con quello dei rimborsi ai gruppi parlamentari. «È nella logica di un contratto che gli esborsi monetari possono essere soltanto correlati a una prestazione, quella che in origine era di rafforzare la comunicazione del M5s. Non di remunerare la funzione di garanzia».
Gasparri a gamba tesa
Ma il senatore Maurizio Gasparri, Forza Italia, entra a gamba tesa nella querelle in casa grillina. E lo fa con una motivazione che inserisce un elemento nuovo nel dibattito. Il denaro pubblico che costituisce il tesoretto dei gruppi parlamentari può essere speso liberamente o deve essere, come chiedevano gli stessi grillini, rendicontato con attenzione? Gasparri vuole vederci chiaro. «Ho presentato un esposto alla Corte dei Conti per approfondire se l’accordo sottoscritto dal Movimento 5 Stelle sul compenso di 300 mila euro l’anno a Grillo, per non si sa quali prestazioni, risulti in linea con il corretto impiego del denaro pubblico. Infatti, ci chiediamo da tempo a quale titolo venivano dati questi soldi a Grillo. Soldi, peraltro, che sembrano provenire dai gruppi parlamentari e, quindi, dalle tasche dei cittadini». Le parole del presidente dei senatori di Forza Italia, Gasparri, sono sferzanti.E la guerra di Conte si allarga a Davide Casaleggio, messo nel mirino. Come tutta la gestione del primo Movimento. «Quando io sono arrivato, mi è stato chiesto a gran voce di interrompere questo rapporto, perché non era un rapporto trasparente. C’era la volontà di non consegnare neppure l’archivio degli iscritti, il che penso che sia una follia per un partito, una forza politica o un movimento che sia. Il leader di turno non aveva l’archivio degli iscritti, ce l’aveva Casaleggio e non lo voleva consegnare. Una delle anomalie del Movimento. Ha funzionato sino a un certo punto, ma poi tutti quanti mi avevano chiesto di chiarirlo».
Conte contro Casaleggio
Poi il leader del Movimento cinque stelle, poco rispettoso forse della storia del soggetto che presiede, dileggia il figlio del visionario fondatore: «Casaleggio vedo che fa commenti, lo faccia pure tranquillamente, è un privato cittadino e voi potete anche rincorrerlo e chiedergli ogni giorno dei commenti sul Movimento 5 stelle», sottolinea. E Grillo? Dal canto suo, ieri un diplomatico silenzio sul fronte pubblico, mentre pare stia mettendo a punto una strategia per rompere le uova nel paniere di Conte. Presentandosi all’assemblea del Movimento, il primo giorno, per prendere la parola in una appassionata intemerata contro il leader di oggi.
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