A fare il punto sui risultati raggiunti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel 2025 è il direttore Roberto Alesse, riconfermato dal governo alla guida dell’Ente dopo il primo mandato triennale.

Gli Stati Generali ADM arrivano alla terza edizione. Che significato assume oggi questo appuntamento?
«Rappresentano un momento fondamentale di ascolto e confronto. Fin dall’inizio del mio mandato ho ritenuto indispensabile costruire un dialogo stabile con stakeholder, operatori economici e istituzioni».

Il governo ha rinnovato la sua fiducia alla guida dell’Agenzia. Con quale spirito affronta questo nuovo mandato?
«Con grande senso di responsabilità. La riconferma è per me motivo di orgoglio ma anche di forte impegno. Gli ultimi anni hanno dimostrato che l’Agenzia è capace di evolversi rapidamente, migliorando le proprie performance e rafforzando il proprio ruolo strategico per il Paese. Tuttavia le sfide che abbiamo davanti richiedono una capacità di adattamento continua».

Uno dei temi centrali del suo intervento è stata la riorganizzazione dell’Agenzia. Cosa è cambiato concretamente?
«Abbiamo completato una profonda riorganizzazione amministrativa e operativa iniziata nel 2023. La piena integrazione tra funzioni doganali e monopoli ha permesso di superare vecchie frammentazioni e di rendere l’azione dell’Agenzia più efficiente, uniforme e tempestiva sul territorio nazionale».

In questo quadro nasce la Rete Nazionale Antifrode. Quanto è strategica?
«Moltissimo. Rappresenta un salto di qualità nel coordinamento operativo dell’Agenzia. Consente la circolarità delle informazioni tra strutture centrali e territoriali, accelera i processi decisionali e rende l’azione di contrasto più mirata ed efficace».

Anche la collaborazione con la Guardia di Finanza sembra essersi rafforzata.
«Assolutamente sì. Il Protocollo d’intesa rinnovato nel 2025 ha consolidato una sinergia già molto forte. La condivisione di flussi informativi, metodologie investigative e obiettivi operativi ha prodotto risultati significativi».

Sul fronte tributario, il 2025 segna un incremento importante del gettito. Quali sono i dati più rilevanti?
«Registriamo una crescita complessiva di circa 2 miliardi di euro rispetto al 2024. Una parte significativa deriva dalle accise sui prodotti energetici, gas naturale, energia elettrica, con un gettito complessivo pari a 33,7 miliardi. Anche il settore doganale mostra dati molto positivi: i dazi crescono di 400 milioni di euro e il gettito complessivo dell’area sale a 21,7 miliardi».

Avete parlato molto anche di controlli più «intelligenti». Cosa significa?
«Significa ridurre i controlli inutili e concentrare le verifiche dove il rischio è più elevato. Nel settore doganale, ad esempio, sono diminuite le quantità sequestrate ma è aumentato sensibilmente il valore economico delle merci intercettate»

L’e-commerce è uno dei fenomeni più complessi da monitorare. Quanto sta incidendo sul lavoro dell’Agenzia?
«In modo enorme. Nel 2025 abbiamo registrato 16 milioni di dichiarazioni in più rispetto all’anno precedente. Parliamo di oltre 1,3 milioni di dichiarazioni aggiuntive processate ogni mese. Davanti a una crescita così rapida abbiamo scelto un approccio prudenziale: i controlli sono aumentati del 26%, ben oltre la crescita delle dichiarazioni. Non vogliamo inseguire il rischio, ma anticiparlo».

Nel suo discorso emerge con forza il tema dell’IA. Quale sarà il suo ruolo nell’Agenzia?
«Può essere utilizzata per l’analisi automatizzata delle immagini, per il contrasto al gioco illegale online, per il monitoraggio delle anomalie doganali e per migliorare la compliance degli operatori. Naturalmente tutto deve avvenire con regole precise, tracciabilità, sicurezza e supervisione umana costante».

Quanto conta oggi la cybersicurezza per un’Agenzia come ADM?
«Conta tantissimo. Più cresce la digitalizzazione, più cresce la necessità di proteggere infrastrutture e dati. Nel 2025 abbiamo investito molto nella resilienza dei sistemi, nel controllo degli accessi e nella protezione degli ecosistemi digitali».

L’Agenzia è sempre più protagonista anche sul piano internazionale. Quali sono le priorità?
«Abbiamo rafforzato accordi internazionali, come quelli con Bahrain e Brasile, e sviluppato progetti di cooperazione in Tunisia ed Egitto. Inoltre continuiamo a sostenere il sistema produttivo italiano attraverso il lavoro nella Task Force Dazi istituita presso il Ministero degli Esteri».

Maurizio Pizzuto

Autore