In attesa che nel pomeriggio si riunisca il Consiglio Dei Ministri per stabilire i provvedimenti a sostegno dell’economia, il premier Conte cerca di gettare acqua sul fuoco sulla polemica della mancanza di mascherine. “La nostra priorità – ha detto Giuseppe Conte – è far lavorare in sicurezza medici, infermieri e tutto il personale sanitario che con coraggio e spirito di abnegazione si sta prodigando per la cura dei cittadini, dedicandosi a questa emergenza sanitaria senza risparmiare energie”.

“Come governo – ha aggiunto – siamo strenuamente impegnati, e io stesso attraverso contatti con i miei omologhi, per procurare in tempi brevissimi i dispositivi di protezione che consentano loro di lavorare in massima sicurezza. C’è massima attenzione per la situazione in Lombardia”.

“Confido nel grande senso di responsabilità mostrato finora da tutti i sindaci italiani e da tutti i presidenti di Regione, ne usciremo solo con un alto senso dello Stato” ha detto il ministro delle Autonomie Francesco Boccia a proposito delle polemiche con alcune Regioni, in particolare la Lombardia

Ma dalla Lombardia lanciano l’allarme: non c’è più tempo. Lo ha ribadito ancora il governatore della Lombardia Attilio Fontana: “I numeri continuano a crescere: siamo vicini al momento in cui non avremo letti di rianimazione”. In un’intervista a Skytg 24 il presidente della regione ha spiegato che il problema principale è recuperare respiratori. Elemento essenziale per la costruzione di un ospedale da 500 posti nei padiglioni della Fiera di Milano. Nel frattempo, ha aggiunto, si cerca di recuperare altri letti negli ospedali. “E spero che riescano ancora per qualche giorno – ha aggiunto – a compiere questi miracoli”. Per creare nuovi posti di rianimazione “abbiamo diversi progetti alternativi – ha aggiunto – ma per metterli in pratica abbiamo bisogno di macchinari per ventilare i polmoni”.

Con 2864 contagi la provincia di Bergamo è la più colpita a livello nazionale e “se il trend dell’epidemia da SarsCov2 continuerà con questo ritmo, Bergamo reggerà ancora per pochissimo”. Ha detto Ivano Riva, anestesista e rianimatore all’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo e vice presidente dell’Associazione degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Aaroi-Emac Lombardia. “Gli ospedali sono saturi e anche i posti in Regione Lombardia si stanno esaurendo – aggiunge – intubiamo in Terapia intensiva anche più di 7 persone al giorno e lavoriamo senza sosta, con in media un turno di riposo ogni 14 giorni”.