Giuseppe Tiani, segretario generale del sindacato di Polizia Siap, si è dimesso da presidente di InnovaPuglia, l’Agenzia che gestisce anche i maxi appalti sanitari della Regione Puglia. Tiani ha rimesso il suo incarico nelle mani del governatore pugliese Michele Emiliano a un anno dalla sua nomina.

L’ormai ex presidente di InnovaPuglia è finito al centro della bufera nei giorni scorsi per il video estratto della sua audizione informale alla Camera, presso la Commissione Affari Costituzionali, dove ‘suggeriva’ come soluzione anti-Covid un “amuleto” di presunta tecnologia israeliana da 50 euro.

Nel suo intervento del 6 novembre scorso Tiani spiegava: “Io oggi porto al collo questo micro-purificatore d’aria che costa 50 euro, di tecnologia israeliana. Per un metro cubo intorno alla persona (che lo indossa, ndr) genera dei cationi che inibiscono qualsiasi virus abbia segno positivo. È tecnologia che andrebbe distribuita alle forze di polizia del Paese e a tutti i sanitari impegnati: ci darebbe una mano a fare più serenamente il nostro lavoro e combattere il virus”. Un discorso che terminava così: “Si tratta di un neutralizzatore di batteri, ci sono elementi di concretezza su cui si può lavorare”.

Tesi che, ovviamente, di scientifico non avevano nulla. Tiani quindi aveva provato a giustificari spiegando di non aver mai messo in relazione il ciondolo col Covid “ma l’ho presentato nell’ambito di un discorso in cui si parlava delle tutele operative dei poliziotti che operano in situazioni particolari”.

La scia di polemiche ha però spinto Tiani a rinunciare all’incarico e ai 40mila euro di compenso annuo. La stessa nomina di Tiani a InnovaPuglia suscitò già lo scorso anno molto clamore: Tiani proveniva infatti da un passato nell’estrema destra pugliese, salvo poi ‘riciclarsi’ nel Partito Democratico di Emiliano.