Si è svolta martedì 14 aprile, presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, l’audizione del Presidente della Consulta nazionale per il Servizio Civile Universale, Enrico Maria Borrelli, nell’ambito dell’esame dell’A.C. 2825, recante “Disposizioni in materia di giovani e servizio civile universale e deleghe al Governo per il riordino della materia”.

Nel corso dell’intervento, il Presidente ha richiamato l’attenzione sulla natura del Servizio Civile Universale quale istituto della Repubblica con una funzione costituzionale precisa – difesa non armata e nonviolenta della Patria, educazione alla cittadinanza e costruzione di legami sociali – mettendo in guardia da letture riduttive che lo riconducono esclusivamente a strumento delle politiche giovanili o dell’inclusione sociale.

Quattro i principali punti evidenziati nel contributo della Consulta.

Semplificazione e sostenibilità: è stata sottolineata la necessità di distinguere tra semplificazione amministrativa e semplificazione sostanziale. Interventi limitati alle procedure rischiano di trasferire il carico sugli enti, compromettendo la qualità delle esperienze. Particolare attenzione è stata richiamata sulla previsione di invarianza finanziaria, che potrebbe incidere negativamente sulla sostenibilità del sistema.

Governance: è stata ribadita l’importanza del contributo di Regioni ed enti locali, ma nel quadro di una chiara responsabilità nazionale. Il Servizio Civile Universale resta una politica nazionale che si realizza nei territori e deve garantire uniformità di accesso e standard qualitativi omogenei.

Natura e funzione del Servizio Civile: è stato evidenziato come la funzione primaria del Servizio Civile non sia quella di intervento sociale o di risposta a bisogni occupazionali o educativi, bensì quella di scelta volontaria di partecipazione civica. Gli effetti sociali positivi rappresentano una conseguenza, non l’obiettivo dell’istituto.

Ruolo degli enti e della Consulta: è stato riaffermato il ruolo degli enti come partner dell’azione pubblica, responsabili della qualità dell’esperienza e della tenuta del sistema. In questo contesto, la Consulta si configura come luogo di confronto e costruzione condivisa tra istituzioni, enti e rappresentanze giovanili, orientato al miglioramento continuo del Servizio Civile.

In conclusione, il Presidente Borrelli ha ribadito la piena e immediata disponibilità della Consulta nazionale a collaborare con il Governo e con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale nel processo di riforma, per una semplificazione sostanziale del sistema che ne rafforzi qualità, sostenibilità e coerenza con i principi fondativi. La Consulta si propone, in questo percorso, come sede di sintesi tra le diverse esigenze del sistema, mettendo a disposizione competenze ed esperienza per contribuire a uno sviluppo solido e condiviso del Servizio Civile Universale.