Oltre ogni ragionevole dubbio
Garlasco, la Procura cerca in Sempio l’assassino ideale. E per il rinvio a giudizio servirà tempo
Per arrivare al rinvio a giudizio di Andrea Sempio servirà ancora tempo. Ci vorranno almeno altri quattro mesi per permettere alla Procura di Pavia di procedere, così come ha confermato il procuratore Fabio Napoleone che ha precisato la pendenza dei termini delle indagini preliminari, e la scadenza fissata al 28 settembre. Un lasso di tempo che apre le possibilità di nuove attività tecniche, in grado di arricchire i fascicoli finora confezionati dall’accusa.
Garlasco, la Procura cerca in Sempio l’assassino ideale
Tra queste però è già arrivato un primo buco nell’acqua. Con la nomina del Prof. Roberto Catanesi, medico psichiatra e ordinario dell’Università di Bari – considerato un luminare del settore – quale consulente tecnico, l’accusa sta tentando di rafforzare la sua tesi, provando a tracciare un ritratto del potenziale profilo criminologico del 38enne. Una perizia alla quale Andrea Sempio non si sottoporrà come fatto sapere dai suoi legali. “Ci mancherebbe solo che andasse”, ha detto Liborio Cataliotti a Retequattro nei giorni scorsi manifestando il suo stupore: “Non ci aspettavamo che cercassero l’assassino ideale, ma che si confrontassero con noi in contraddittorio su elementi oggettivi”.
Garlasco, il profilo di Sempio che la Procura introdurrà a processo
Il fine della Procura resta sempre “l’acquisizione di specifiche valutazioni tecnico-scientifiche per accertare la sussistenza di condizioni patologiche (…) disturbi o alterazioni (…) tali da incidere sul giudizio di imputabilità, nonché il grado di correlazione con i fatti contestati” per determinare una eventuale pericolosità sociale. Dimostrando l’assenza di patologie si potrà confermare la capacità di intendere e di volere di Andrea Sempio al momento del presunto omicidio, e accertando l’assenza di disturbi si potrà confermare la sua perseguibilità. Per questo lo psichiatra traccerà in ogni caso una sua analisi, basandosi però non sull’esame diretto del futuro imputato, ma sugli scritti, i documenti e i post social (soprattutto quelli pubblicati da Sempio nel Gruppo della seduzione) che i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno raccolto nelle scorse settimane. Così facendo l’accusa potrà introdurre nel processo quanto già oggetto della consulenza del Racis dei carabinieri, rafforzando il movente del presunto omicidio: Sempio era ossessionato da Chiara Poggi, e il rifiuto della ragazza lo avrebbe portato ad ucciderla. Quattro mesi per rafforzare la posizione, poi sarà processo.
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