Joe Biden ha giurato: è il 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America. E le sue prime parole nel suo primo discorso sono in onore della democrazia. “Oggi non celebriamo il trionfo di un candidato, ma della democrazia. Questo è un giorno che riguarda tutti noi. Siamo qui per parlare di una causa, quella della democrazia, che riguarda noi, che riguarda tutto il mondo. L’America ha raccolto la sfida”. La cerimonia a Washington, al Campidoglio, dove il 6 gennaio si è verificato l’assalto e l’irruzione a Capitol Hill in quello che è stato definito come “il giorno più buio dell’America”. A cantare l’inno The Star Splangled Banner è stata la cantante pop Lady Gaga. Jennifer Lopez ha intonato This Land is your Land di Pete Seeger.

Senza giri di parole Biden ha fatto riferimento agli eventi dello scorso 6 gennaio. “Avete visto cos’è successo pochi giorni fa, una violenza che ha scosso le basi della nostra nazione e della nostra democrazia. In questo momento mi sto occupando di un trasferimento di poteri che dev’essere pacifico. Devo ringraziare i miei predecessori, lo faccio dal profondo del mio cuore. Faccio un riferimento anche alla forza e alla resilienza di questa nazione. Il presidente Carter non è potuto esserci, lo ringrazio comunque”.

“Questa è una grande nazione – ha continuato – Secolo dopo secolo siamo arrivati a questo momento. Certo c’è una lunga strada davanti a noi. C’è un grande futuro davanti a noi, abbiamo delle significative possibilità. C’è molto da guadagnare, da ricostruire. Il disaccordo non deve portare a colpire l’unione, l’unità. Sarò il presidente di tutti gli americani. Mi batterò anche per coloro che non mi hanno votato”. E quindi un passaggio sulla pandemia da Coronavirus – gli Stati Uniti restano il Paese più colpito per contagi e per morti con oltre 24 milioni di contagi e 402mila morti. Biden ha dedicato una preghiera a tutte le vittime della pandemia.

“Oggi tutta la mia anima è in questa cosa, nell’unire il nostro popolo: chiedo a tutti gli americani di unirsi a me in questa causa – ha continuato – Uniti contro i nemici che affrontiamo, l’odio, l’estremismo, l’illegalità violenta, le malattie, la disoccupazione, la mancanza di speranza: con unità possiamo fare cose importanti”. Va combattuto e sconfitto il terrorismo interno, il suprematismo bianco, il razzismo sistemico, ha aggiunto.

“Ricominciamo da capo, tutti quanti: cominciamo ad ascoltarci, guardiamoci, mostriamo rispetto gli uni con gli altri. La politica non deve essere una battaglia che distrugge tutto, una divergenza non deve essere la causa per una guerra, dobbiamo respingere la cultura dei fatti manipolati o costruiti. Dobbiamo essere diversi e migliori da questo, sono convinto che l’America lo sia – ha detto – Aiutatemi a unire l’America, ci metterò tutta la mia anima, la battaglia è perenne e la vittoria non è assicurata. Lo so, parlare di unità può sembrare una folle fantasia in questi giorni. So che le forze che ci dividono sono profonde e reali. E so anche che non sono una novità. Ma l’unità è l’unica strada per andare avanti”.

Antonio Lamorte