Inizia oggi ufficialmente l’era di Joe Biden. L’esponente Democratico ha infatti giurato alla cerimonia di insediamento al Campidoglio come 46esimo presidente degli Stati Uniti, praticamente in contemporanea col ritorno in Florida dell’ormai ex presidente Donald Trump.

L’ex vice di Obama ha prestato giuramento davanti al presidente della Corte suprema John Roberts utilizzando una vecchia bibbia di famiglia tenuta dalla moglie Jill già utilizzata in altre occasioni. “Giuro solennemente di adempiere con fedeltà all’ufficio di presidente degli Stati Uniti e di preservare, proteggere e difendere la Costituzione al meglio delle mie capacità. Che Dio mi aiuti”, ha dichiarato Biden pronunciando la classica formula di rito. A 78 anni Biden è il presidente americano più anziano ad entrare alla Casa Bianca, il primo del Delaware e il secondo cattolico dopo John F. Kennedy. Per il democratico si tratta della terza cerimonia dopo quelle del 2009 e del 2013 quando giurò come vicepresidente al fianco di Barack Obama.

Prima di Biden aveva prestato giuramento Kamala Harris, prima donna della storia a farlo. L’ex senatrice californiana ha giurato nelle mani della giudice della Corte suprema Sonia Sotomayor e su due bibbie: una di Regina Shelton, che lei stessa ha definito una ‘seconda madre’ e una seconda dell’icona dei diritti civili Thurgood Marshall.

Una cerimonia aperta anche dalle star della musica che hanno sostenuto Biden: sul palco si sono esibite prima Lady Gaga che ha cantato l’inno americano, il celebre The Star-Spangled Banner, poi Jennifer Lopez. La cantante portoricana ha cantato ‘This land is your Land’ di Pete Seeger. Raggiante e vestita di bianco, la cantante ha pronunciato poche ma incisive parole in spagnolo: “Libertà e giustizia per tutti!”.

Dal fronte repubblicano ad accogliere Biden non c’era, come noto, Donald Trump. A rappresentare la precedente amministrazione c’era infatti il vicepresidente uscente Mike Pence e la moglie Karen. Il braccio destro di Donald Trump è stato accolto da applausi bipartisan da parte dei presenti, previsti dal protocollo ma non scontati visti gli eventi delle ultime settimane.

Presenti tutti gli ex presidenti degli Stati Uniti. Per primi al Campidoglio sono George W. Bush e la moglie Laura, varie ore prima della cerimonia di giuramento. Barack e Michelle Obama, Bill e Hillary Clinton sono arrivati poco dopo, in cortei separati. L’altro ex presidente vivente, il 96enne Jimmy Carter, aveva annunciato in precedenza che non avrebbe partecipato. Carter e la moglie, la 93enne Rosalynn Carter, hanno in gran parte vissuto nel corso della pandemia di coronavirus nella loro casa a Plains, in Georgia

IL DISCORSO DI BIDEN  –  Prendendo la parola, Biden si è rivolto così agli americani: “Questa è la giornata dell’America, della democrazia, della storia e della speranza, del rinnovamento, un momento cruciale. Per tantissimi anni l’America è stata messa alla prova, oggi celebriamo la vittoria non di un candidato ma della democrazia. La democrazia è preziosa, fragile, in quest’ora la democrazia ha prevalso”.

“Per superare le sfide future serve unità”, ha aggiunto Biden. “Questo è un momento di pericolo ma anche di possibilità, c’è molto da ricostruire e molto da guadagnare”.

Senza giri di parole Biden ha fatto riferimento agli eventi dello scorso 6 gennaio. “Avete visto cos’è successo pochi giorni fa, una violenza che ha scosso le basi della nostra nazione e della nostra democrazia. In questo momento mi sto occupando di un trasferimento di poteri che dev’essere pacifico. Devo ringraziare i miei predecessori, lo faccio dal profondo del mio cuore. Faccio un riferimento anche alla forza e alla resilienza di questa nazione. Il presidente Carter non è potuto esserci, lo ringrazio comunque”.

“Questa è una grande nazione – ha continuato – Secolo dopo secolo siamo arrivati a questo momento. Certo c’è una lunga strada davanti a noi. C’è un grande futuro davanti a noi, abbiamo delle significative possibilità. C’è molto da guadagnare, da ricostruire. Il disaccordo non deve portare a colpire l’unione, l’unità. Sarò il presidente di tutti gli americani. Mi batterò anche per coloro che non mi hanno votato”. E quindi un passaggio sulla pandemia da Coronavirus – gli Stati Uniti restano il Paese più colpito per contagi e per morti con oltre 24 milioni di contagi e 402mila morti. Biden ha dedicato una preghiera a tutte le vittime della pandemia.

“Oggi tutta la mia anima è in questa cosa, nell’unire il nostro popolo: chiedo a tutti gli americani di unirsi a me in questa causa – ha continuato – Uniti contro i nemici che affrontiamo, l’odio, l’estremismo, l’illegalità violenta, le malattie, la disoccupazione, la mancanza di speranza: con unità possiamo fare cose importanti”. Va combattuto e sconfitto il terrorismo interno, il suprematismo bianco, il razzismo sistemico, ha aggiunto.

“Ricominciamo da capo, tutti quanti: cominciamo ad ascoltarci, guardiamoci, mostriamo rispetto gli uni con gli altri. La politica non deve essere una battaglia che distrugge tutto, una divergenza non deve essere la causa per una guerra, dobbiamo respingere la cultura dei fatti manipolati o costruiti. Dobbiamo essere diversi e migliori da questo, sono convinto che l’America lo sia – ha detto – Aiutatemi a unire l’America, ci metterò tutta la mia anima, la battaglia è perenne e la vittoria non è assicurata. Lo so, parlare di unità può sembrare una folle fantasia in questi giorni. So che le forze che ci dividono sono profonde e reali. E so anche che non sono una novità. Ma l’unità è l’unica strada per andare avanti”.

LE PROSSIME MOSSE – Nelle prime ore da presidente firmerà una decina di decreti per smantellare le principali politiche controverse di Donald Trump: stop al muslim ban, rientro nell’accordo sul clima di Parigi e nell’Oms, stop all’approvazione dell’oleodotto Keystone XL. Intanto 17 repubblicani del Congresso hanno firmato una risoluzione promettendo di cercare modi “economicamente sostenibili” per evitare il riscaldamento globale, e lavorare con la nuova amministrazione nella lotta al cambiamento climatico

Redazione